Il Tirreno

Pensionato-devoto copre «contromano» la Via Francigena

Ex tecnico informatico a piedi da Altopascio a Pontremoli in senso contrario all’antico viaggio dei pellegrini a Roma

2 MINUTI DI LETTURA





PONTREMOLI. Quando ci si incammina lungo l’antica Via Francigena si provano sensazioni insolite: non è un’esperienza di tutti i giorni quella di percorrere sentieri battuti da più di 1000 anni da monaci, vescovi, viaggiatori, scrittori, vagabondi.

I pellegrini moderni sono molto diversi dagli antichi viaggiatori del Medioevo che ripercorrevano l’antica via percorsa dal vescovo di Canterbury, Sigerico oltre ottocento anni fa, ma spesso, viaggiatori antichi e moderni, sono animati dallo stesso fuoco di scoperta e misticismo.

Con comodi scarponcini, zaino regolabile, maglietta, felpa, giacca a vento e k- way tutto è molto più facile, ma attraversare luoghi che non si conoscono, con il peso dello zaino sulle spalle, il sole a picco, la pioggia, il vento, le piaghe ai piedi e pochi ricoveri lungo la via dove trascorrere la notte, sono una vera avventura anche nel ventunesimo secolo. E tutto risulta ancora più difficile e complicato se questo cammino lo si fa “contromano” rispetto alla normale evoluzione della sentieristica che prevede di viaggiare verso sud, verso Roma.

E’ il caso di Daniele Matteini di Campi Bisenzio, 66 anni pensionato dopo una vita passata in un’azienda informatica, che ha deciso di rimettere alla prova se stesso, il suo fisico e il suo animo percorrendo un tratto di Via Francigena “alla rovescia” da Altopascio fino a Pontremoli, terra d’origine della sua famiglia e dove ha ancora alcuni parenti e amici.

«E’ stata un’esperienza bellissima – racconta con soddisfazione al termine del suo viaggio – sono andato in treno fino ad Altopascio e da lì sono risalito sulla Francigena fino a giungere a Pontremoli».

Una decisione, quella di Matteini, nata da un desiderio che da anni ronzava nella testa, una sfida a metà tra la voglia di misurare i limiti del proprio corpo e la voglia di trovare momenti di pace e di serenità nella meditazione del viaggio.

«La cosa più bella e coinvolgente è stato il poter ammirare i luoghi di grande bellezza che possono offrire i nostri territori. Luoghi cui spesso passiamo vicini ma che la velocità dell’automobile non ci fa scorgere. Un’esperienza che davvero consiglierei a tutti di fare per poter ritrovare i valori della bellezza della natura che ci circonda».

E riguardo invece alla sentieristica qualche appunto si sente di farlo «deve dire che è molto curata quando si arriva nel tratto pontremolese, prima non è così accurata».

Ma la soddisfazione finale non ha prezzo «e poi – ricorda con un sorriso – quando sono arrivato a Pontremoli mi sono ritrovato una piazza piena di fiori e di profumi - è infatti arrivato sabato 25 aprile, primo giorno del Bancarel’Fiore - non potevo certo sperare in un’accoglienza più colorata ed entusiasmante di questa».

Riccardo Sordi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web