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La richiesta del pm

Omicidio di Natale, «20 anni per Adil»

Omicidio di Natale, «20 anni per Adil»

MASSA. Il pubblico ministero Rossella Soffio ne è convinta e lo ribadisce ancora una volta, di fronte al giudice Ermanno De Mattia: la vigilia di Natale del 2013 - sostiene il pm - Adil Amraoui ha...

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MASSA.

Il pubblico ministero Rossella Soffio ne è convinta e lo ribadisce ancora una volta, di fronte al giudice Ermanno De Mattia: la vigilia di Natale del 2013 - sostiene il pm - Adil Amraoui ha concorso, con Andrea Mazzi, all’omicidio di Andrea Fruzzetti. Un concorso per cui l’accusa formula una richiesta pesante: 20 anni di reclusione. Ancor più pesante considerato che il giovane nordafricano ha scelto il rito abbreviato (che prevede una riduzione di pena pari ad un terzo).

Tutto ruota intorno alla ricostruzione di quella tragica notte di Natale al termine della quale perdono la vita Andrea Fruzzetti, 21 anni ed Enrico Baria, 30 anni. Per quelle morti è a processo, in corte d’assise, con l’accusa di omicidio volontario, Andrea Mazzi. Secondo la Procura, però, all’omicidio di Fruzzetti (non di Baria) ha concorso, appunto, anche Adil Amraoui. Proprio la colluttazione tra Adil e Fruzzetti avrebbe favorito- questa l’argomentazione dell’accusa - Mazzi, gli avrebbe permesso, per semplificare, di approfittare del momento per infliggere le coltellate al ventunenne. E Amroui avrebbe agito - qui sta l’ipotesi di concorso in omicidio - consapevolmente. Per l’accusa, insomma, il ragazzo crea le condizioni favorevoli perchè Mazzi colpisca. Ecco, quindi, la richiesta dei 20 anni di reclusione.

Diversa la ricostruzione della difesa: l’avvocato Giorgio Zunino esporrà le proprie argomentazioni, nel corso della prossima udienza, il 19 maggio. Ma la linea difensiva è già chiara: c’è stata una collutazione, ma non è provata o provabile - così sostiene appunto la difesa - la contemporaneità tra quella colluttazione e l’uccisione di Fruzzetti. E se la contemporaneità vien meno, beh viene meno anche l’ipotesi del concorso in omicidio. E il giubbino di Amraoui su cui sono state ritrovate tracce di sangue di Fruzzetti non sarà l’elemento risolutivo: il perito ha sostenuto che la presenza di sangue è compatibile anche con ricostruzioni diverse da quelle sostenute dall’accusa. Il prossimo 19 maggio sarà la volta della difesa, poi l’udienza del 21 maggio che dovrebbe essere quella della sentenza. (c.s.)

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