Il Tirreno

Un campione per amico, 300 in piazza Aranci a Massa

Manuela D'Angelo
Un campione per amico, 300 in piazza Aranci a Massa

Lo sciopero non ferma lo show di Banca Generali. La lezione di Lucchetta, Chechi, Graziani e Panatta: lo sport è scuola di vita

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MASSA. Da una parte si palleggia, dall’altra si tenta un rovescio ad una mano sola, più avanti si tira in porta e qualcuno azzarda addirittura una verticale sul tappetino: siamo in piazza Aranci a Massa, ma è come se fossimo in una grande palestra a cielo aperto, con centinaia di bambini impegnati in quattro discipline sportive, sotto la guida di quattro campioni, Andrea Lucchetta, Jury Chechi, Ciccio Graziani e Adriano Panatta.

Una festa, quinta tappa massese di “Banca Generali- Un Campione per Amico”, l’evento sportivo- educativo, rivolto ai bambini delle scuole elementari e medie della città, per diffondere l’amore per lo sport, il senso della disciplina, dello stare insieme, ma anche del divertimento e della sana competizione. La prima grande soddisfazione, per come si sta svolgendo l’evento in tutta Italia, arriva dai vertici di Banca Generali, sponsor per il sesto anno consecutivo della manifestazione: «Siamo molto soddisfatti per il successo di questo evento – spiega Federico Baiocchi, manager di Banca Generali Financial Planner in Toscana – ; siamo convinti che sia importante trasmettere ai bambini valori positivi e crediamo che questa giornata vissuta al fianco di quattro leggende dello sport italiano lascerà in loro un ricordo indimenticabile».

E così è stato. Davanti al metro e 99 di Andrea Lucchetta, che non ha mai smesso di sfoggiare la famosa pettinatura a cresta asimmetrica, i piccoli pallavolisti sembravano scomparire, ma sono impazziti dal divertimento: «La pallavolo è uno sport che non passerà mai di moda- ci dice Lucchetta-; uno sport non violento, dove non esiste il concetto di scontro fisico, perché non c’è mai contatto tra i giocatori e si gioca tutto con la testa, senza colpi di testa. L’avversario impari ad atterrarlo quando lo superi in altezza a muro, o quando lo prendi a pallate con le tue schiacciate».

Ciccio Graziani, 122 goal con il Torino, 289 presenze, non aveva a disposizione un campo da 105 metri di lunghezza come quello dell’Olimpico, dove ha giocato gran parte della sua carriera, ma i suoi allievi li ha fatti correre: «Le bambine sembrano svantaggiate- ci dice- perché questo pare uno sport da maschi, ma sono brave e agguerrite. Sono felice di vedere tanti bambini pronti a giocare a pallone o a qualunque altro sport, perché oggi troppo spesso li vediamo con gli Ipad, seduti sui divani a mangiare merendine, troppo grassottelli e annoiati».

«Non è facile in una sola mattinata insegnare qualcosa a qualcuno- spiega Jury Chechi, il signore degli anelli, oro olimpico ad Atlanta e miriadi di vittorie tra mondiali, europei e giochi del Mediterraneo-; figuriamoci insegnare uno sport a dei giovanissimi. L’importante stamattina è farli divertire e sperare che in loro nasca una passione. Vedo anche tanti insegnanti: spero che lottino ogni giorno con le istituzioni perché le palestre delle scuole siano efficienti e funzionali, perché molto parte anche da lì».

Infine un maestro del tennis italiano, Adriano Panatta: «Siamo esattamente a metà tour e ogni anno riscontriamo sempre un grande entusiasmo e una forte partecipazione - ha detto- ; è il segno che la sensibilità e l’attenzione verso lo sport e i valori che ne fanno parte, è presente tanto nei bambini quanto negli adulti».

La concomitanza con lo sciopero generale della scuola – molti istituti ieri erano deserti – non ha penalizzato l’evento di Banca Generali che ha pòortato in piazza oltre 300 bambini di scuole elementari e medie.

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