Italia
Ricatta l’anziana nomade Quarantenne a processo
L’uomo ha chiesto alla donna duemila euro con insistenza: lei lo ha denunciato Per l’imputato doveva restituirgli un prestito, ma l’accusa è di tentata estorsione
MASSA. Una brutta storia tra nomadi: un uomo di una quarantina di anni e un’anziana donna quasi settantenne. Lui è stato denunciato da lei per tentata estorsione, dopo che le aveva chiesto con insistenza duemila euro. Secondo l’uomo una restituzione, per l’anziana invece un sopruso vero e proprio. Tanto che per tutelarsi dopo qualche settimana di vero tormento ha chiesto aiuto ai carabinieri, pregandoli però di non fare alcun riferimento sulla sua denuncia. E i militari in silenzio hanno cercato di capire cosa stava accadendo tra quei due rom. Perché il racconto era davvero surreale. Un’inchiesta andava avanti per un bel po’, scrutando le mosse dell’indagato. E tenendo d’occhio anche chi aveva presentato la querela. Non senza timore di essere respinta anche dagli altri nomadi.
Gli inquirenti hanno scoperto che la storia andava avanti da parecchi mesi e con il passare del tempo le richieste del quarantenne diventavano sempre più insistenti, tanto che la donna (ultrasessantenne) in lacrime chiedeva di essere lasciata stare. «Non ho niente, non ti posso dare niente. Mi devi lasciare stare però perché altrimenti dico tutto ai miei figli», supplicava. Ma i suoi congiunti non li ha mai allertati ed è per questo che la storia resta alquanto strana. Anche perché tra l’altro non si è ancora capito - questo lo stabilirà il dibattimento - quale sia il motivo di quella richiesta di denaro: l’imputato (nel frattempo è già stato istruito il processo davanti al giudice Fabrizio Garofalo) sostiene la sua innocenza, dicendo che aveva fatto un prestito alla donna e che voleva semplicemente indietro il denaro che le aveva dato. Lei nega di aver ricevuto il prestito e dice che la richiesta dei duemila euro era un’estorsione, una sorta di regalo affinché nessuno la tormentasse. Un ricatto bello e buono, insomma.
Ieri era prevista udienza, ma l’avvocato dell’imputato ha rinunciato all’incarico all’ultimo momento e così in aula si è presentato il sostituto. Il legale ha chiesto tempo per leggere le carte e così il processo è slittato di qualche settimana. In aula in giudice Garofalo sentirà i protagonisti di questa vicenda: dovranno raccontare, soprattutto l’anziana, tutti i risvolti di questa storia che ancora non sono emersi.
In aula sfileranno anche gli altri nomadi che vivevano accanto a loro e conoscevano le dinamiche. Ma che durante le indagini non hanno fornito alcun elemento utile all’Arma. Anzi hanno più volte detto che non era vero niente e che tra di loro queste cose non esistono, dato che sono legati sempre da vincoli parentali.
Giustificazioni che però non sono servite a insabbiare tutto. Anzi.
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