Il Tirreno

Il padre SS fu carnefice il figlio condanna la strage

Il padre SS fu carnefice il figlio condanna la strage

Commozione alla cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria a Udo Surer Un sopravvissuto dell’eccidio di Vinca: mai più il doppio armadio della vergogna

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FIVIZZANO. Il padre era un componente delle terribili SS naziste che, nell’agosto del 1944 insanguinarono la Lunigiana con stragi di inermi civili; il figlio, di professione avvocato, ha sempre ripudiato e condannato i misfatti commessi dal congiunto.

L’avvocato tedesco Udo Surer, appunto figlio di un militare delle SS che partecipò alla strage di Vinca, è stato insignito, dal sindaco Paolo Grassi, della cittadinanza onoraria e benemerita del Comune di Fivizzano.

Una cerimonia molto toccante e commovente nella quale è stato ricordato il percorso di riflessione e analisi vissuto da Udo Surer che ha voluto visitare i luoghi delle stragi naziste, e appellandosi a una rinnovata etica critica, ha poi condannato l’operato sciagurato del padre cercando conforto, e offrendolo, ai parenti e discendenti delle famiglie coinvolte nelle stragi.

La giornata è iniziata con un corteo che partendo dalla centralissima piazza Medicea ha raggiunto la sala del Convento degli Agostiniani nella quale poi si è tenuta la cerimonia ufficiale. Il sindaco Paolo Grassi ha ricordato l’importanza di questi eventi che contribuiscono alla riscrittura di alcune pagine della storia. E ha stigmatizzato il ruolo della scuola che troppo spesso ha dimenticato di trasmettere agli studenti alcune pagine fondamentali della loro storia.

Poi Grassi ha precisato di aver scoperto il dolore delle stragi solo quando si e avvicinato alla politica, negli anni Settanta.

Anche il prefetto Giovanna Menghini ha voluto esprimere la propria approvazione ricordando le parole del presidente Mattarella durante la cerimonia per il 25 aprile: «Ricordare significa arricchire i propri valori - ha detto il prefetto - perché la storia ha bisogno di non essere dimenticata per poter essere di insegnamento».

Giovanna Menghini ha poi aggiunto che anche la sua famiglia ha avuto un lutto legato a stragi naziste: un suo zio, fratello della sua mamma, venne infatti fucilato sedicenne da un plotone di nazisti.

La cerimonia è proseguita con gli interventi di Roberto Oligeri, esperto di storia locale, e Celso Battaglia, amico del tedesco Udo Surer e sopravvissuto alla strage di Vinca, che molto polemicamente ha detto che le istituzioni «hanno avuto due armadi della vergogna: quello del coinvolgimento di insospettabili nelle vicende piu truci, e quello, non meno terribile, di aver spesso tentato di nascondere i fatti».”

Infine l’evento più atteso, ossia la consegna della cittadinanza a Udo Surer. Momenti di grandissima commozione da parte dei presenti e infine l’atteso ringraziamento dell’avvocato tedesco.(c.cuf.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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