Gioco
La provinciale Antona-Arni sempre dissestata: proteste
Piccole frane mai riparate, buche: chi la percorre segnala situazioni di pericolo o degrado
MASSA. La Provinciale Antona-Arni, circa 18 chilometri tra frane e buche. Così sintetizza la situazione chi la percorre in auto quasi tutti i giorni o quotidianamente nei due sensi. E anche pericoli, come racconta Barbara Meruzzi, che sta ad Arni e scende spesso verso Massa. L’elternativa, è passare da Seravezza, allungano di molto il tragitto.
«In inverno con il ghiaccio non si arriva neppure a Pian della Fioba. Ci sono frane vecchie con vecchi cartelli di segnaletica». La sera di giovedì 29 aprile la donna si trovava in auto sulla via che porta in Garfagnana: «Non riuscivo ad arrivare ad Arni a causa della nebbia: le strisce bianche a bordo carreggiata, o sono consumate o sono coperte dall'erba cresciuta. Fatto sta che non si vedono. La linea di mezzeria non esiste perché pare che la larghezza della strada non la preveda. Da 25 anni sto ad Arni e faccio su e giù Arni–Antona. Quando c’è nebbia dalla Campareccia in su ho paura, perché non vedo punti di riferimento sulla strada. Dalla chiesina della Linea Gotica ci sono frane che restringono la carreggiata e se si incrocia un'altra auto bisogna andare a senso unico alternato. E poi dalla chiesina la strada è tutta buche».
Ma la privinciale non ha solo questi problemi: quando si arriva alla galleria del Vestito, il tunnel è in parte della Provincia di Massa Carrara e l’altra parte della Provincia di Lucca. «Come si arriva al cartello che indica l’inizio della provinvia di Lucca, – dice chi vi transita – la via per miracolo è liscia, senza buche e in inverno non c’è ghiaccio perché la puliscono. Dalla parte di Massa la provinciale invece è da sistemare: su piccole frane è nata l’erba».
Le persone di Arni per venire verso Massa spesso passano da Seravezza. Disagi anche anche per la gente di Castelnuovo Magra che viene a lavorare a Massa. E tanti massesi da quella provinciale non ci passano più. Ma l’alternativa da Seravezza significa allungare il percorso di una ventina di chilometri. «In inverno con il ghiaccio anche le jeep hanno difficoltà a transitare. E poi ci sono le buche fra la galleria e Pian della fioba. La parte massese della galleria – raccontano coloro che ci passano, - è stata centinata anni fa, ma il manto stradale è rimasto come era. Tutti gli anni in inverno se nevica ci chiudono la strada per sicurezza. Con ordinanza. È stata chiusa anche per 15 giorni. L'erba sul ciglio non la tagliano quasi mai, se casca un sasso dal monte la mattina, la sera è sempre lì. E’ una strada fenomenale per il panorama, ma per il resto è un disastro. Si rischia di danneggiare le auto». Segnalato anche il fatto che i guardrail ci sono, ma i catarifrangenti non sivedono più. «Nessun riferimento di notte. Da Antona in su sono solo un paio di luci alla Campareccia dove ci sono delle case, ma poi fino ad Arni niente lampioni».
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