La manifestazione
Ha un tumore, gli negano cura sperimentale
Il sindaco Volpi scrive al ministro Lorenzin per perorare il caso di un cittadino
MASSA. Combatte da 63 anni. A testa alta. Il destino gli porta via la mamma quando lui è ancora piccolo piccolo: impara prestissimo che nella vita c’è da rimboccarsi le maniche.
Ed è pronto a combattere ancora, ma quel mostro che si chiama tumore, che si è insinuato sotto la sua lingua e lungo la laringe, da solo non riesce davvero a sconfiggerlo. Ha girato l’Italia in lungo e in largo, accompagnato da sua figlia, e adesso è pronto a percorrere una nuova strada.
A Torino, all’ospedale le Molinette, si sta sperimentando, in accordo con il Ministero della Salute, la immunoterapia e lui vuole tentare. Ma a complicare le carte, ci si è messa la burocrazia: «I protocolli - spiega la figlia (non riveliamo i nomi a tutela della privacy) - prevedono che per accedere alla terapia il paziente esibisca una biopsia positiva e quella di mio padre non lo è». E non perché il mostro - come chiamano il cancro - non ci sia: «I tessuti - la figlia conosce ogni dettaglio della malattia di suo padre - sono talmente danneggiati da non essere più idonei per una biopsia. Il tumore purtroppo c’è, ben visibile con tac e pet tac. Nessuno ci ha promesso miracoli e non è un miracolo che chiediamo, ma una possibilità». Il diritto di tentare. Ed è per esercitare quel diritto che la ragazza scrive al Ministero della salute: «Non ho ricevuto alcuna risposta, allora ho pensato al sindaco».
Bussa a Palazzo civico e chiede una mano al primo cittadino e la mano arriva: Alessandro Volpi, il 10 aprile, si mette alla scrivania e, attraverso la posta certificata, invia una mail a Beatrice Lorenzin, Ministro della salute contando «sulla sensibilità che ha sempre dimostrato - si legge - nei confronti dei cittadini in difficoltà. Le scrivo - sono queste le parole del sindaco - per porre alla sua cortese attenzione la complessa situazione familiare di una mia concittadina. Da molti anni il padre sta combattendo con una gravissima malattia e con lui tutta la sua famiglia. L’ultima speranza è riposta in una cura sperimentale alla quale l’uomo non può accedere perché non risponde ai requisiti richiesti dal protocollo, a causa del suo stato di salute gravemente compromesso». A quelle righe il sindaco allega la lettera scritta dalla ragazza, una lettera che definisce «toccante».
Il racconto di un padre che combatte per i suoi figli, che lavora 13 ore al giorno perché a loro non manchi nulla, perché studino e si costruiscano un futuro: «Ha passato una vita di sacrifici, lavorando pure a Natale. Prima di chiedere - sono le parola della giovane al Ministro - volevo farle capire chi è mio padre». Poi il racconto del tumore: «Ha fatto radio e chemio - la ragazza racconta un calvario - senza risultati, poi ha dovuto mettere una peg per alimentarsi, poi ancora chemio, ma il tumore è progredito. Ha setacciato gli ospedali, l’istituto tumori di Milano, Parma, Lecco, Pisa e finalmente Torino. Il dottor Airoldi, primario delle Molinette - la ragazza è concreta - non ci ha promesso miracoli, ma la possibilità di avere più tempo da passare con mio padre. La cura in questione è la immunoterapia ovvero la stimolazione del sistema immunitario tramite la somministrazione di un farmaco senza effetti collaterali». E loro - il padre, la figlia, l’intera famiglia - vogliono provarci. Il protocollo e quella biopsia li bloccano, ecco, quindi, la richiesta di una deroga: «Le chiedo - scrive la figlia al Ministro - di provare almeno un ciclo, le chiedo con il cuore di darmi la possibilità di avere più tempo da trascorrere con mio padre. Lui vuole lottare. So che basterebbe una sua parola, ci aiuti».
La risposta da Roma non arriva - non ancora - così la ragazza bussa anche alle porte del Tirreno e racconta la sua storia, spera di poter curare suo padre con la terapia sperimentale. Per sentire che le strade sono state battute tutte, per non rimpiangere di non aver tentato. Per conquistarsi anche un solo giorno in più con suo padre.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
