Il Tirreno

Evasione dell’Imu, decisiva la causa con la ditta Sondel

Evasione dell’Imu, decisiva la causa con la ditta Sondel

Per l’opposizione l’amministrazione è poco incisiva nel recupero ma le cifre di bilancio limitano al 3% il totale

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PONTREMOLI. Bilancio, scontro in consiglio comunale sull’evasione dell’Imu. Il dibattito centrale della serata verteva sul Rendiconto di gestione 2014, presentato dall’assessore Manuel Buttini in maniera dettagliata e con numerosi riferimenti numerici. In particolare il “gestore” delle casse pontremolesi ha evidenziato come il Comune abbia rispettato il Patto di Stabilità e che chiude il bilancio con un attivo di quasi 3.000 euro.

Numerosi i rilievi portati avanti dai tre capigruppo di minoranza (in ordine di intervento Paolo Bissoli, Francesco Mazzoni e Rolando Scatena) che hanno presentato le loro osservazione subito dopo l’esposizione da parte dell’assessore. Molti gli appunti evidenziati dai tutti e tre i rappresentanti delle opposizioni, da un lato su come sia poco incisiva l’azione dell’amministrazione nel recupero delle tariffe Imu non pagate dei contribuenti (pari a circa il 3-4% del totole dell’evaso) un fatto che oltre a pesare sulle casse dell’amministrazione “da un pessimo segnale da un punto di vista etico – ha sottolineato Mazzoni – poiché si insegna al cittadino che può tranquillare non pagare”. Sono stato poi messi evidenza i capitoli di spesa con un evidente squilibrio tra costi ed entrate come il Teatro della Rosa, la tipografia comunale e il mattatoio. Sulle tariffe Imu l’assessore, poi supportato dall’intervento del capogruppo di maggioranza Jacopo Ferri, ha evidenziato che il tasso di incisione sull’evasione Imu “è basso perché è ancora in discussione la vertenza con ditta Sondel. Al 21 maggio ci sarà l’udienza definitiva ma si potrebbe raggiungere un accordo precedentemente poiché le distanze tra le parti (la stessa ditta e l’agenzia del territorio) si sono notevolmente ridotte. E per le casse comunali vorrebbe dire circa un milione di euro in entrata”. Ma la riflessione sul Rendiconto ha dato il destro al capogruppo di Mazzoni per attaccare l’opera della maggioranza “questo atto dovrebbe rappresentare un primo bilancio di quanto fatto da questa amministrazione in questi anni. Un risultato deludente, poiché si è rimasti fermi alle linee programmatiche di inizia legislatura con opere ereditate dalla precedente amministrazione e che solo ora si stanno portando a compimento. Perché manca una visione strutturale di Pontremoli e del futuro che si vuyole dare alla città”. Un’analisi molto critica che ha trovata la ferma contrarietà del sindaco “è vero quando ci siamo insediati abbiamo trovato importanti opere finanziate. Ma il lavoro di progettazione, di concertazione, portato avanti da questa amministrazione è stato fondamentale per vedere oggi queste opere completate o in via di realizzazione. Ma ricordiamoci che stiamo parlando (opere come i lavori al Museo delle Statue Stele, la realizzazione dell’ascensore al Castello del Piagnaro, o il parcheggio alla stazione) di maxi opere per una realtà come Pontremoli”. Si è poi discussa l’interpellanza del capogruppo Scatena sulla presunta incompatibilità del consigliere Michele Lecchini che, nel ruolo di garanzia di Presidente del Consiglio comunale, non potrebbe avere deleghe (citando a conforto anche un atto inviato dal prefetto) di amministrazione attiva e gestionale. Il capogruppo Ferri ha condiviso in parte la riflessione di Scatena (evidenziando però che il Prefetto si riferiva non tanto al ruolo di garanzia del Presidente ma in generale a qualsiasi consigliere che non abbia la carica di assessore) ma anche evidenziato come la norma non sia interpretata in maniera univoca e che quindi per ora l’amministrazione procede senza modifiche al suo interno.

Riccardo Sordi

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