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Alberti: ai Poggi c’è paura ma la politica è ferma

Alberti: ai Poggi c’è paura ma la politica è ferma

MASSA. «Inaccettabile: in consiglio discitiuamo di tutto, della liberalizzazione delle droghe e della fame nel mondo. Ma non si può trattare la questione del clima di intimidazione e di paura che...

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MASSA. «Inaccettabile: in consiglio discitiuamo di tutto, della liberalizzazione delle droghe e della fame nel mondo. Ma non si può trattare la questione del clima di intimidazione e di paura che vivono gli abitanti dei Poggi come un argomento tra tanti. Qui è in gioco la sicurezza dei nostri concittadini». Ha un diavolo per capello Stefano Alberti al termine del consiglio comunale saltato di giovedì scorso. La seduta non si è tenuta, per mancanza del numero legale (vistose le assenze soprattutto nei banchi della maggioranza), ma la conferenza dei capigruppo ha nel frattempo rinviato la decisione sulla convocazione di un consiglio somunale straordinario sul tema della sicurezza e della legalità. E questo fa andare su tutte le furie il consigliere piddino: «Non è solo un problema di ordine pubblico, di forze di polizia: è una questione su cui anche la politica, gli amministratori devono e possono fare qualcosa», dice accalorato.

Alberti è da sempre attento a quel che succede nelle zone più difficili della città ed è preoccupato: «Il clima che si respira ai Poggi è pesante e l’escalation di furti nella auto e nelle case, scippi, rapine che si registrano su tutto il territorio, aumentano il livello di insicurezza percepito a Massa. Per questo credo che anche l’amministrazione debba fare la sua parte». E per questo ha preparato un ordine del giorno sul tema che prefigura diverse azioni di contrasto alla criminalità. Bulgiani chiede una maggiore presenza delle forze dell'ordine nei punti critici del territorio comunale e un incremento delle volanti nel servizio notturno; il monitoraggio degli immobili abbandonati e dismessi, l'installazione di sistemi di videosorveglianza nei punti nevralgici della città; l’estensione, anche nelle periferie, di almeno uno dei servizi presenti nel centro: poliziotto di quartiere, polizia municipale, carabiniere di quartiere, «le figure cioè definite di prossimità che ad oggi , sembrano prossime solamente al centro città». Ancora: lo sviluppo di interventi educativi incentrati sulle associazioni e società sportive, riqualificazione urbana della zona più critica di ogni quartiere, estensione della rete dei servizi sociali, sorveglianza dei parchi pubblici e degli edifici scolastici. Protocolli tesi a migliorare il coordinamento fra tutte le forze di polizia; interventi di riqualificazione urbanistica e di rivitalizzazione di parti del territorio e degli spazi pubblici attraverso la partecipazione e il contributo dei cittadini, iniziative di animazione, di ampliamento dell'illuminazione pubblica, di adeguamento delle strutture architettoniche, di decoro e fruibilità degli spazi.

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