Il Tirreno

tribunale

Paga con soldi falsi, condannato

Banconote taroccate da 20 euro “spacciate” in un bar di Comano

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COMANO. Ci aveva provato almeno due volte a pagare il caffè con una banconota da 20 euro falsa.

Gli è andata male: il tentativo di spaccio è stato denunciato dalla barista e l’uomo è finito sotto processo al tribunale di Massa. Dove, ieri mattina, il giudice Fabrizio Garofalo lo ha condannato alla pena di un anno e sei mesi di reclusione per “spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate”.

Imputato nel procedimento penale era Umberto Bertolini, accusato di avere pagato una consumazione in un locale di Comano con un foglio da 20 euro risultato contraffatto, in pratica una banconota falsa, stampata chissà dove (il processo non ne ha accertato la provenienza).

Da quanto emerso, l’uomo era “recidivo”, cioè aveva pagato o tentato di pagare con soldi taroccati anche in altre occasioni.

Il giudice Garofalo lo ha riconosciuto responsabile dei reati a lui ascritti – la pubblica accusa era rappresentata dal pm Marco Alessandro Rappelli – e lo ha condannato. Diciotto mesi per una banconota falsa da 20 euro possono sembrare una pena severa, ma in realtà, lo spiega l’avvocato difensore (nominato d’ufficio) Stefano Filippi è il codice penale a fissare da uno a sei anni la pena per questo tipo di reati (453 e 455 del codice penale), cxhe èe aumentata a tre-dodici anni nel caso in cui lo “spacciatore” agisca di concerto con chi ha creato le banconote false o con un suo intermediario.

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