La manifestazione
La guerra tra bande alla sbarra
Davanti al gup i dieci ragazzi della rissa di Montignoso. Scelti riti alternativi. E niente parte civile
MASSA. È la madre della guerra tra le bande che ha insanguinato Massa la rissa che si è consumata in piazza De Andrè a Montignoso, nell’ottobre del 2013. Due mesi prima delle coltellate al Baraonda, due mesi prima del duplice delitto di Natale. Ieri per quel pestaggio si sono trovati davanti al gup Antonia Aracri i dieci protagonisti della battaglia urbana: Andrea Mazzi, Alessio Mazzi e Elisa Mazzi, Andrea Bonuccelli, Mattia Ricci, Giacomo Pucci, Adil Amroui, Franco Pucci, Marco Menchini e Alessandro Tonlazzerini. Con un colpo di scena, l’uomo che suo malgrado era stato coinvolto e ferito ha deciso di non costituirsi parte civile. Per risarcimento avvenuto, deciso dalle parti, come aveva suggerito il giudice.
E per questo Aracri ha rinviato tutto al 18 giugno, stralciando in tre filoni il procedimento tra chi vuole patteggiare, chi sceglierà un rito abbreviato e chi invece se non sarà prosciolto andrà a dibattimento (come Adil Amroui e Andrea Mazzi).
I reati contestati ai dieci giovani dal pubblico ministero Rossella Soffio sono quelli di rissa aggravata, lesioni personali volontarie gravissime, violenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato, porto di oggetti atti ad offendere. Proprio nella rissa di piazza De Andrè è nato, secondo gli inquirenti, il dissidio tra Marco Menchini e Giacomo Pucci, concluso due mesi dopo a colpi di coltello, sferrati da Pucci contro Menchini, all’uscita del discopub Baraonda. Tentato omicidio e condanna (in secondo grado) a sei anni e sei mesi e da poco messo ai domiciliari con il braccialetto elettronico.
Ma la rissa è importante perché è qui che entrano in scena quelli di Montignoso, che nulla hanno a che spartire con le bande. Ma hanno difeso uno di Castagnara che quelli dei Poggi volevano picchiare. Visto che proteggevano il nemico Giacomo Pucci e gli altri avevano voluto dare loro una lezione. Scatenando l’inferno fuori dal locale che era il punto di ritrovo dei montignosini: colpi di mazza contro le carrozzerie delle auto, una di queste appartenente a un agente penitenziario che stava bevendo qualcosa con due colleghi. I tre sono testimoni fondamentali: hanno visto i giovani inferociti, armati di bastoni, che se le davano di santa ragione, mentre volavano bicchieri e sedie, gli arredi del locale, le fioriere. I poliziotti si erano anche qualificati, nella speranza che quelle persone si placassero. Ma non c'era stato nulla da fare, anzi erano stati colpiti con i bastoni: uno era stato medicato sul posto, l’altro portato al pronto soccorso.
Da quel pandemonio nulla è stato più come prima, anzi due giorni dopo era partita una spedizione punitiva dai Poggi al Villaggio Castagnara: spranghe in mano se le sono date di santa ragione, anche le ragazze. Per ben due volte, visto che le volanti della polizia avevano interrotto con il loro arrivo il primo regolamento di conti. Poi le coltellate del Baraonda e infine il duplice delitto di Natale: vittime Andrea Fruzzetti ed Enrico Barìa, di Montignoso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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