Italia
Faida, l’indagine cerca la svolta
Mancano ancora troppe tessere per poter fare delle ipotesi sugli spari
MASSA. Un’indagine che per svariate ragioni deve procedere a fari spenti. Senza clamore. Ma un’indagine che deve essere rapida nell’individuare i responsabili perché il rischio è che qualcuno si faccia male seriamente. Stiamo parlando della faida a colpi di pistola, esplosi a mo’ di avvertimento ai Poggi (contro l’abitazione e l’auto di una famiglia) e in via dei Mori. Quattro episodi in meno di due settimane, iniziati la sera del 12 aprile. La squadra mobile sta cercando di ricostruire il puzzle per capire perché si spara, ma mancano ancora molte tessere e il mosaico così non sta in piedi.
L’elemento più inquietante di questa vicenda è la presenza delle armi: pistole e fucili. E’ saltata fuori quella santabarbara che fin dall’inizio si temeva potesse essere nella disponibilità di questi ragazzi che si affrontavano scimmiottando la serie televisiva Romanzo criminale, tanto da mettere come foto del profilo Facebook quella del Freddo, di Dandy e del Libanese, i capi della banda della Magliana. Come quei boss, però, sono finiti un po’ tutti male: chi in carcere, chi all’ospedale e chi indagato con una sfilza di accuse che lo possono rovinare per sempre. Eppure nonostante questo continuano a fare la guerra: «Non è finita, anzi dopo questa escalation temiano possa farsi male qualcuno», è la chiosa di chi indaga su questa storia. E per questo quel deposito di armi deve essere trovato.
Il capo della mobile Antonio Dulvi Corcione e i suoi uomini stanno cominciando a vedere i frutti del loro lavoro. Intanto hanno stabilito che ai Poggi la prima volta hanno usato due revolver, mentre la seconda uno soltanto (utilizzato nel precedente raid). In via dei Mori invece un fucile. Ci sono delle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza che potrebbero dare una mano agli inquirenti, ma ci vuole pazienza per queste piste tecnologiche. E non c’è molto tempo, come hanno convenuto un po’ tutti nel comitato di sicurezza che è stato convocato in seduta straordinaria lunedì scorso dal prefetto. Si seguono tracce analogiche, quindi. E si comincia a scremare l’elenco di chi potrebbe aver fatto una cosa del genere.
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