Il Tirreno

Ditta Costa, nuova diffida degli albianesi

Ditta Costa, nuova diffida degli albianesi

Tramite un legale chiedono lumi sulla compatibilità ambientale dell’impianto di smaltimento rifiuti

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AULLA. E' ancora muro contro muro fra i cittadini di Albiano Magra e la ditta Costa. Nel mezzo, come sempre, la Provincia di Massa Carrara, oggetto di un nuova diffida da parte di decine di cittadini della più popolosa frazione aullese. Infatti, i cittadini, rappresentati dal nuovo legale Giorgio Conti di Parma, hanno diffidato, il 16 aprile, il dirigente del settore ambiente della Provincia di Massa Carrara «affinchè, rivedendo le precedenti posizioni e determinazioni, provveda a negare la compatibilità ambientale dell’impianto in oggetto, ordinando all’impresa Costa Mauro s.a.s. l’immediata cessazione dell’attività svolta nell’impianto di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti che opera ad Albiano Magra».

Al centro del contendere la lavorazione dei rifiuti, che la ditta Costa vorrebbe la più ampia possibile, mentre per i cittadini questa deve essere semplicemente fermata in virtù anche del fatto che l'autorizzazione alla gestione dell'impianto risulterebbe scaduta il 28 ottobre 2010, ma non solo per questo: infatti, secondo i cittadini, dovrebbe esssere adottata una nuova procedura di Valutazione di impatto ambientale.

Ma non finisce qui. Infatti, i cittadini albianesi hanno proposto appello al Consiglio di Stato, il 13 marzo, contro la sentenza 1815 del 2014 del Tribunale amministrativo regionale della Toscana, ovviamente sempre per quanto concerne quello che è ormai un autentico ingorgo di pratiche legali, ricorsi e controricorsi attorno all'attività della ditta Costa.

Nel frattempo, nei giorni scorsi c'è stato un faccia a faccia carico di tensione nel vertice svoltosi presso la sede della Provincia di Massa Carrara: seduti attorno a un tavolo c'erano il presidente della Provincia, Narciso Buffoni da una parte e dall'altra Silvia Costa e Maria Luisa Botto.

Queste ultime, forti della sentenza del Consiglio di Stato, che avrebbe dato ragione alla ditta Costa, hanno ribadito che se la Provincia non rilascerà le autorizzazioni richieste, che consentirebbero alla ditta ligure di lavorare a pieno regime, si vedranno costrette a tagliare il personale al lavoro ad Albiano Magra.

Quindi, come si vede, la musica non cambia: da una parte l'occupazione e i rischi connessi alla perdita di posti di lavoro, dall'altra la tutela dell'ambiente, che si porta dietro anch'essa dietro un corollario di legittime preoccupazioni.

Gianluca Uberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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