Il Tirreno

in appello

Violenza privata sul figlio, assolto

Il padre era accusato di averlo indotto a “salvare” i nonni a processo

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GENOVA. Era accusato di aver minacciato il figlio di 12 anni «di togliergli il proprio affetto» e di aver fatto pressioni sul piccolo «al fine di indurlo a non rendere dichiarazioni contro i propri nonni o comunque a rendere dichiarazioni mendaci» durante il processo in cui i genitori del padre erano imputati per corruzione di minore per essersi fatti riprendere dal nipote mentre facevano sesso. Una storiaccia andata avanti per anni, nata dalla separazione di due coniugi. Sia i nonni che il padre, contro cui il dodicenne aveva puntato il dito, sono stati condannati in primo grado e assolti nel secondo. L’ultima assoluzione ieri mattina: la corte di appello di Genova ha stabilito, come aveva chiesto lo stesso procuratore generale, che il quarantenne non ha mai fatto violenza psicologica sul suo bimbo. «Gli ha solo chiesto - ha spiegato l’avvocato Enzo Frediani nella sua arringa - di scegliere la strada della verità. Visto che il figlio invece ha continuato imperterrito nella menzogna questo padre è stato costretto a interrompere ogni rapporto con lui, nonostante gli sia costato parecchio». Assolti i nonni e il padre, con questo ragazzino che è stato ascoltato sia in incidente probatorio sia in aula, come richiesto dal giudice del tribunale di Massa. Il piccolo aveva ribadito quanto raccontato le altre volte: il papà aveva minacciato di abbandonarlo in un bosco se avesse continuato ad accusare i nonni. Un faccia a faccia avvenuto in auto e registrato con il cellulare dallo stesso uomo, disperato perché i suoi genitori erano sotto processo con un’accusa infamante. È stata quella l’ultima volta che ha visto il suo bimbo. In primo grado quella sua condotta era stata ritenuta una violenza privata e gli era costata una condanna di un mese, la pena era stata sospesa ma lui voleva ristabilire la verità e aveva chiesto a Frediani di impugnare la sentenza. Ieri quando il giudice ha letto il dispositivo con l’assoluzione è scoppiato a piangere, così come avevano fatto mesi fa suo padre e sua madre quando si erano visti cancellare la condanna per quei presunti filmati che avevano - secondo il pm Alessandra Conforti - fatto girare al nipote.

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