Il dolore
Scambio di accuse sui mancati incassi
CARRARA. Marmo, marmo e ancora marmo: il gettito del lapideo continua a tenere banco nella discussione politica, nonostante un consiglio comunale convocato sull'approvazione del consuntivo 2014. La...
CARRARA. Marmo, marmo e ancora marmo: il gettito del lapideo continua a tenere banco nella discussione politica, nonostante un consiglio comunale convocato sull'approvazione del consuntivo 2014. La lunga introduzione con cui l'assessore alle Finanze Giuseppina Andreazzoli ha tracciato un ritratto a 360° delle casse comunali, spiegando che nonostante la riduzione delle risorse a disposizione i servizi sono stati garantiti, anche grazie a una spending review da oltre 400 mila euro, non è servita infatti a distogliere i riflettori dai problemi del lapideo.E così, appena concluso l'intervento della Andreazzoli, Matteo Martinelli (M5S) ha confermato la propria insoddisfazioni per le spiegazioni date dal dirigente del settore Marmo Marco Tonelli nel suo report di “replica” ai revisori, ribadendo la richiesta di istituire una commissione d'indagine sull'operato degli uffici. Claudia Bienaimè (CarraraBeneComune) ha sottolineato come l'ammanco “storico” nelle casse del settore ammonti ormai a 13 milioni di euro di cui 8 relativi agli ultimi due anni, «e intanto – ha polemizzato la consigliera - noi non possiamo nemmeno visitare gli uffici del Settore». Ma la Bienaimè si è spinta oltre, accusando l'amministrazione di «non sapere come fermare chi non paga» e il dirigente Tonelli di fare il gioco di coloro che «vogliono mantenere uno stato di cose che non vanno» mentre «tutti gli studi ci dimostrano che le ditte del marmo fanno i soldi e la città è in agonia». Tra gli interventi dall'opposizione anche Giuseppe Scattina, che ha accusato l'amministrazione di essere «inefficiente e inutile» e dunque di aver fallito. La prima replica agli attacchi della minoranza è arrivata dal vicesindaco Andrea Vannucci, titolare della delega al Marmo: «Il far west alle cave lo abbiamo superato con l'installazione delle pese, prima si pagava a forfait e in tanti ci hanno guadagnato, soprattutto i grandi». Secondo Vannucci, a non pagare sono le aziende minori, quelle che stanno a fatica sul mercato mentre i “big del marmo” «fanno di tutto per metterci in difficoltà, attraverso le vie legali». Il sindaco Angelo Zubbani ha rivendicato le azioni messe in atto dalla sua amministrazione e ha accusato l'opposizione di «dimenticare coloro che da anni tentano per le vie legali di scardinare il sistema dei pagamenti». I ricorsi pendenti sul marmo sono ancora 200, ha ricordato il sindaco, che sempre più concitato se l'è presa con gli industriali rei di aver attaccato la Legge Regionale ancor prima che fosse completata», di «tenere il fucile puntato sul Regolamento degli Agri», di «fare le paginate sui giornali» per sostenere la loro causa salvo poi dimostrare «scarso senso di responsabilità sociale», concludendo con un inaspettato «E menomale che le concessioni non gliele abbiamo date!». Alla fine il consuntivo 2014 ha ottenuto il via libera del consiglio: favorevole la maggioranza tra le cui fila si notano i banchi vuoti di Simonetta Corsi, Davide Poletti e Luca Barattini, consiglieri del Pd considerati vicini al nuovo corso del partito. Contrari all'approvazione del bilancio Giuseppe Scattina, Claudia Bienaimè e Francesco De Pasquale. (C.Ch.)
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