Sicurezza
Ospedale di Carrara: ridisegnati i servizi a Monterosso e nel monoblocco
Li ha illustrati la direttrice generale dell’Asl De Lauretis E nel Civico sarà insediata la Casa della Salute
CARRARA. Il nuovo assetto del Monoblocco ospedaliero e del Civico secondo le proposte dei vertici dell'Asl: le ha illustrate il direttore generale Maria Teresa De Lauretiis alla commissione comunale Sanità. Tra le novità, la Casa della Salute al Civico e il dipartimento della prevenzione a Monterosso. La rivoluzione della sanità carrarese inizia a prendere forma, nero su bianco, nei progetti dell'Azienda sanitaria locale: quello che manca, com'è noto, sono i soldi per sistemare le strutture e adeguarle alla nuova funzionalità perchè, come ha dichiarato una settimana fa il sindaco di Carrara Angelo Zubbani, gli stanziamenti non sono ancora certi.
Solo per il Monoblocco potrebbero servire tra 20 e i 30 milioni di euro, a seconda che si punti «su un vero adeguamento sismico o su un semplice miglioramento».
La Regione Toscana potrebbe dare maggiori certezze sugli stanziamenti a stretto giro ma nel frattempo il direttore generale Maria Teresa De Lauretiis ha mostrato alla commissione Sanità del Comune l'assetto “post Noa” (cioè quando verrà aperto a Massa l’ospedale provinciale per acuti) degli edifici ospedalieri del centro città.
La prima novità riguarda l'Ospedale Civico che oltre a mantenere gli spazi che finora erano destinati a Medicina nucleare e Pet tac, ospiterà la Casa della Salute di Carrara, con gli ambulatori di primo livello, quelli più legati alle attività di medicina generale. Il direttore generale ha dunque smentito l'ipotesi circolata nei giorni scorsi per cui il sito destinato a ospitare la Casa della Salute sarebbe stato il Monoblocco negli spazi dove oggi si trova il Pronto Soccorso.
«Al Civico la Casa della Salute sarà ancora di più nel cuore della città» ha spiegato Monica Gugliemi, Responsabile della Zona Distretto delle Apuane.
Quali sono allora i servizi che saranno ospitati al Monoblocco? Il piano terra dell'ospedale rimarrà esattamente com'è oggi con il Cup, il bar, la banca e i servizi al pubblico. Al piano S resteranno la centrale di sterilizzazione e il tunnel di servizio, mentre al posto di cardiologia si insedieranno l'ambulatorio di gastroenterologia e la Risonanza magnetica, al posto del Pronto Soccorso arriverà la senologia e dove sorge il Centro Trasfusionale ci sarà il Sert, una scelta quest'ultima delicata e condivisa con gli operatori del Settore.
Al piano R, l'attuale Endoscopia digestiva sarà sostituita dalla Endocrinolgia, la Utc dalla sala di attesa e dagli ambulatori di Dermatologia, il day service di neurologia dagli ambulatori di Pediatria, l'angiografia dagli ambulatori di Ginecologia mentre resteranno Tac e Radiologia Convenzionale.
Al primo piano il blocco operatorio di chirurgia ambulatoriale prenderà il posto dell'attuale blocco operatorio generale, il cantiere sarà dismesso e la “degenza week” diventerà un punto di appoggio per i pazienti ambulatoriali.
Il secondo piano andrà tutto all'Oculistica, il terzo alla Diabetologia. Al quarto resterà lo spazio umanizzazione assistenza e il day hospital di oncologia, mentre al posto delle zone destinate alla degenza, arriveranno i gruppi oncologici, le cure palliative, le Itt e la psicologia ospedaliera.
Il quinto piano sarà occupato interamente dalla libera professione, mentre il sesto e il settimo resteranno liberi e a disposizione dell'azienda.
La proposta illustrata dal direttore generale riguarda ovviamente anche gli edifici di Monterosso: la palazzina D sarà libera, la F ospiterà la neuropsichiatria infantile, alla G arriveranno Medicina Nucleare, i trasporti sanitari e la formazione.
La palazzina H sarà la sede di Anatomia Patologica e della Scuola Infermieri, mentre la I ospiterà a pian terreno la Dialisi, al primo piano il Dipartimento della Prevenzione. Una soluzione quest'ultima che conferma la retromarcia della dirigenza Asl su Fossone: la costituenda Rsa dunque ospiterà davvero la residenza sanitaria per anziani.
«Allora possiamo dire che il Pal, piano attuativo locale, sarà rispettato» ha commentato in chiusura il presidente della commissione Sanità, Carlo Boni (Pd). Soddisfatta anche la capogruppo del Pd Roberta Crudeli.
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