Il Tirreno

«Difenderò il territorio e i piccoli ospedali»

«Difenderò il territorio e i piccoli ospedali»

Jacopo Ferri presenta i suoi cavalli di battaglia dopo la candidatura bis a consigliere regionale

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PONTREMOLI. Giunge la conferma, dopo un’attenta riflessione, della ricandidatura di Jacopo Ferri alla carica di consigliere alle regionali di maggio.

«Nel mio duplice ruolo di amministratore locale e regionale – spiega Ferri - ho imparato che è importante esserci. Bisogna sapere raccogliere quelle opportunità che un’Ente come la Regione può offrire alle varie realtà amministrative. Il mio impegno andrà in questo senso: continuare ad essere a disposizione del territorio e delle persone, in tutti i settori».

Il consigliere negli anni scorsi ha combattuto per il mantenimento dei presidi ospedialieri in Lunigiana e continuerà a farlo. «E’ nota la mia posizione di contrarietà alla chiusura dei piccoli ospedali e tale rimarrà anche in futuro. Proseguendo in questo mio sostegno anche dopo l’apertura del polo unico di Massa. Risolto il problema, vero, della vicinanza di due ospedali grandi, permane quello delle strutture decentrate. Bisogna quindi convincere coloro che sono dubbiosi sulla permanenza dei nostri ospedali, facendo loro capire che sono necessari. Sebbene la popolazione sia minore bisogna confrontarsi con un territorio vasto e con un indice di anzianità che sale di anno in anno».

Nella sua scaletta delle priorità il lavoro è al primo posto, una considerazione dovuta visto il clima recessivo, che si sta vivendo dal 2008 a questa parte, ha fortemente influenzato anche la Lunigiana. «Il lavoro – prosegue Jacopo Ferri - è una priorità e rappresenta la vera problematica sul territorio. Troppi giovani continuano ad andarsene per trovarlo ed in un momento storico in cui si fa fatica a trovarlo anche al di fuori dei nostri confini, la drammaticità di questa esigenza si respira quotidianamente. Bisogna quindi invertire la tendenza, creando un’occupazione diversa, legata a quelle che sono le nostre virtù maggiori. Parliamo dell’ambiente, del territorio, dell’enogastronomia e delle attività di carattere agrituristico. Una tendenza che si è sviluppata già grazie ai privati, ma a macchia di leopardo sul comprensorio. Bisogna altresì tutelare la piccola e media impresa. Occorre tutelare le risorse ambientali, essere stati in ritardo su tutto, anche dal punto di vista industriale, ora diventa un vantaggio se sviluppato a dovere».

Ma c’è un’altra emergenza con cui la Lunigiana deve confrontarsi, il dissesto idrogeologico. «Il dissesto idrogeologico ha caratterizzato questi ultimi cinque anni, o per lo meno dal 2011 in avanti, non solo per la Lunigiana ma per tutto la Provincia. Nella lotta a questo fenomeno anche la Regione può fare poco, ma sempre di più rispetto ai singoli comuni che sono in perenne difficoltà, alla ricerca spasmodica di risorse che giungono a fasi alterne. Devo riconoscere alla Regione la volontà di dare risposte e di ricercare i fondi, però d’altraparte devo criticare un certo ritardo negli aiuti e nella realizzazione delle opere. Emblematica è la vicenda dei nostri ponti. Dopo quattro anni ancora non si vedono i lavori di Mulazzo, Castagnetoli e Stadano. La macchina amministrativa deve trovare maggiore velocità nella risoluzione di tali problematiche. Una risposta deve arrivare anche dallo stato, non continuando a tamponare ma agendo sulla prevenzione. Capisco che manchino le risorse, ma bisogna fare in modo di trovarle».

Il clima di grande incertezza e di disaffezione può portare alla riproposizione del fenomeno dell’astensionismo, una non partecipazione ai doveri della collettività che preoccupa il consigliere. «Mi dispiace – conclude Ferri - vedere la gente che non vota mi scoraggia un po’. Io penso di fare politica con impegno e quando vedo che la gente non partecipa al voto scegliendo i suoi rappresentanti, ne rimango dispiaciuto. Bisogna anche dire che la politica, ultimamente, non brilli per dimostrarsi attrattiva. Il cittadino però deve prendere atto che è attraverso l’esercizio del voto che sceglie chi debba rappresentarlo, è questo lo strumento per muovere la politica in una direzione piuttosto che in un’altra. Mi sembra che attualmente sia variegata l’offerta politica, attraverso il voto si determina il nostro futuro. Non votando non credo che poi ci si debba lamentare. E’ sbagliato non votare, andare e scegliere ha sempre senso e ci permette di dare un giudizio a posteriori sull’operato, sostituendo o cambiando il nostro referente».

Cristiano Borghini

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