Il Tirreno

Rischio sismico: a norma c’è soltanto una scuola

Il liceo scientifico Marconi
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Il liceo scientifico Marconi

Dalle indagini della Provincia l’unico istituto in regola è il polo di Villafranca. Il presidente Buffoni: per adeguare tutti gli edifici ci vorrebbero milioni di euro

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CARRARA. Proseguono le “indagini” della Provincia sugli istituti superiori del territorio apuano: l’unica scuola a norma, dal punto di vista sismico, è il polo di Villafranca in Lunigiana. Ma questo solo perché, dicono da Palazzo Ducale, negli ultimi anni è stata aggiornata la legge che ora ha previsioni più stringenti. Le scuole superiori del nostro territorio sono ospitate in edifici costruiti tra gli anni ’70 e ’80 con metodologie e materiali “diversi” da quelli previsti dall’attuale normativa antisismica: è per questo che l’amministrazione guidata da Narciso Buffoni ha lanciato una serie di verifiche a tappeto, per avere un quadro preciso della situazione. Il tema è tornato alla ribalta delle cronache a margine del dibattito sul “valzer delle scuole” che ha riguardato soprattutto gli istituti del comune di Carrara con l’annunciato trasferimento dei ragazzi del liceo scientifico nel plesso dell’Itis Galilei con la coda di polemiche che l’accorpamento, “forzato” secondo i genitori, ha suscitato.

Ma in realtà si tratterebbe di un problema che coinvolge tutte le sedi scolastiche della nostra provincia sono, come si suol dire, sulla “stessa barca che sembrerebbe fare acqua da tutte le parti. «È un problema nazionale» spiega Buffoni, palesemente “stupito” dell’interesse destato da questo tema. Durante l’ultima riunione con i genitori dei ragazzi del Liceo Scientifico Marconi sul tema dell’accorpamento con l’Itis Galilei, Norberto Petriccioli, capo di Gabinetto della provincia e l’architetto Marina Rossella Tongiani, del settore Fabbricati, hanno ribadito che, a eccezione del polo di Villafranca, una struttura da 4,5 milioni di euro in fase di ultimazione, nessuna sede è a norma.

L’affermazione ha destato non poca sorpresa tra le famiglie preoccupate per l’incolumità dei ragazzi.
Pur in situazione «non certo eccellente» dovuta al fatto che «le strutture sono piuttosto vecchie», l'architetto Tongiani ha precisato che l’inadeguatezza non è dovuta tanto, o solo, al deteriorarsi dei materiali ma piuttosto al fatto che la normativa è stata aggiornata negli ultimi anni, con previsioni per così dire più stringenti. Insomma gli edifici scolastici appartengono a un’epoca diversa – la maggior parte, ha precisato Buffoni «risalgono agli anni ’70 e ‘80» - e dunque sono stati costruiti con criteri e materiali ormai considerati “superati”.

Anche per questo l'amministrazione provinciale ha avviato una serie di verifiche su tutte le scuole, con campionamenti sui materiali per testare, attraverso esami di laboratorio, la stabilità sismica delle strutture che ospitano i vari istituti del territorio. «Per adeguare tutte le scuole alla nuova norma ci vorrebbero milioni di euro che oggi non abbiamo ma che non avremo nemmeno nel breve periodo» ha tagliato corto il presidente Narciso Buffoni, spiegando che presso alcune strutture le verifiche sono ancora in corso e che attualmente non è in grado di dire quando saranno completate. Il numero uno di Palazzo Ducale - e questo certo non farà contenti studenti e genitori, ha però escluso, al momento, «la necessità di interventi urgenti».

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