La manifestazione
Cave morose, l’allarme: posti di lavoro a rischio
Tonelli replica ai revisori dei conti: nessuna superficialità da parte del Comune Ma la caducazione delle concessioni ha ripercussioni pesanti sull’ occupazione
CARRARA. «Nessuna superficialità, semmai abbiamo avuto un eccesso di cautela, pensando alle ripercussioni occupazionali dei nostri provvedimenti»: lo ha detto il dirigente del settore Marmo Marco Tonelli anticipando i contenuti della relazione richiesta dal sindaco Angelo Zubbani in risposta alla segnalazione con cui il collegio dei Revisori dei Conti che ha accusato l'ufficio di “gravi irregolarità”.
Un rapporto informativo, richiesto personalmente dal sindaco Angelo Zubbani al dirigente del settore Marmo, Marco Tonelli, per rispondere alla segnalazione dei Revisori dei Conti che, all'indomani del via libera al bilancio consuntivo 2014, hanno recapitato una missiva a tutti i consiglieri comunali, con cui accusavano di fatto il settore di “superficialità” e “gravi irregolarità” nella gestione del gettito del lapideo. La replica dell'amministrazione alla segnalazione del collegio dei Revisori arriva nero su bianco in un “report” compilato personalmente dal dirigente Tonelli: il testo non è stato ancora ultimato ma ieri, davanti alle commissioni Bilancio e Marmo, convocate per una seduta ad hoc, il numero uno del settore ne ha largamente anticipato i contenuti.
La linea tenuta da Tonelli è stata chiara: le leggi sono complicate, il settore ha fatto tutto quello che era in suo potere fare con l'unica colpa di aver peccato di un eccesso di cautela, pensando alle conseguenze socio-occupazionali dei suoi provvedimenti. Ovviamente con il report il dirigente è entrato nel merito delle questioni, snocciolando numeri e procedure.
«Su canone e contributo c'è un contenzioso legale storico, che si è inasprito nel 2012 e che, solo lo scorso anno, ha pesato per il 50% dei mancati incassi» ha iniziato Tonelli, lasciando intendere che corsi e ricorsi nel 2014 sono costati alle casse del municipio oltre 2,5 milioni di euro. Il dirigente è passato poi al capitolo dei mancati pagamenti, delle morosità e dei procedimenti di caducazione o sospensione dell'attività estrattiva: di questi, dal 2007 allo scorso anno, ne sono stati attivati 33 ma solo uno è arrivato a compimento perchè, nel frattempo le altre posizioni sono state regolarizzate. Lo stesso è accaduto con il gruppo di aziende “citate” dai Revisori nella loro segnalazione: qualcuno si è messo in regola, qualcuno ha chiesto la rateizzazione, per altri ancora si deve aspettare la concomitanza delle scadenze previste per caducazione e sospensione – che hanno tempistiche diverse – e così il margine di intervento degli uffici si riduce. C'è poi il problema dell'applicazione dei provvedimenti che coinvolgono le ditte delegate, ovvero le aziende del trasporto: in questo caso il rischio è che la misura “puntiva” vada a colpire il delegante, ovvero chi scava, nonostante la “violazione” sia stata commessa dal delegato, chiamato a pagare il canone.
«Io credo sia legittimo da parte nostra fare delle valutazioni giuridico-amministrative ma dobbiamo anche valutare le ricadute socio-occupazionali dei nostri provvedimenti. Se si ferma una cava ci sono persone che non lavorano più» ha sottolineato il dirigente, spiegando che il suo settore non è stato “superficiale” - come hanno sostenuto i revisori – ma semmai «troppo cauto». «Il nostro impegno per il recupero dei residui è massimo, nel 2014 abbiamo recuperato oltre 4 milioni di euro »ha concluso Tonelli.
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