Il Tirreno

Tagli alle scuole, mamme sul piede di guerra

Dito puntato sulle future pluriclassi di Podenzana e sulla monoclasse della frazione di Montedivalli

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PODENZANA. Dopo il grido di allarme del sindaco, Riccardo Varese, sul destino delle scuole elementari nella frazione di Montedivalli e a Podenzana capoluogo, ora scendono in campo le mamme dei bambini che frequentano i due plessi scolastici. Lo fanno con una lettera aperta che motivano con «la delusione e l’amarezza che ci affligge nel venire a conoscenza, che i nostri bimbi dovranno far parte di due pluriclassi per la scuola di Podenzana capoluogo e una monoclasse per la scuola di Montedivalli; tutto questo a causa di un numero previsto per legge, ovvero il totale degli iscritti dei plessi scolastici. Una legge all’italiana che, invece di decidere in base al fabbisogno e a cosa è meglio per i nostri figli, decide in base ai numeri e alle spese. Le pluriclassi sono numerose, cioè frequentate da un numero di bambini al limite di quanto previsto dalla legge vigente. La pluriclasse di per sé non è negativa, ma lo è il fatto che l'insegnante si trovi a dover gestire contemporaneamente programmi per livelli diversi (nel caso di Montedivalli ben 5) con un numero di alunni al limite del consentito, penalizzando, di conseguenza, l'apprendimento dei bambini. Inoltre, si fa questo senza pensare di garantire un servizio essenziale per le famiglie in un territorio fortemente svantaggiato, già per le numerose frane a Montedivalli, con la chiusura totale della provinciale 20, nonché le varie località lontane dal centro di Podenzana. E tutto accade nonostante il continuo interessamento dell’amministrazione comunale, che, negli anni scorsi, ha investito 300mila euro a Podenzana e un milione e 300mila euro a Montedivalli, e nonostante gli incontri effettuati presso il provveditorato di Massa e con la preside del plesso per chiedere che venisse riconosciuta una maestra a tempo pieno in più per scuola. Infatti, oggi ci ritroviamo a dover accettare due pluriclassi a Podenzana e una monoclasse a Montedivalli. Non vogliamo andare contro una legge, ma è chiaro che oggi la volontà del Provveditorato è quella di rafforzare le scuole dei Comuni centrali a discapito dei paesi come il nostro e a rimetterci saranno i nostri figli».

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