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proseguono le indagini

Morì dopo le dimissioni, indagati due medici

Morì dopo le dimissioni, indagati due medici

MASSA. È una guerra tra perizie. Che Oreste Massa, 74 anni, un passato nella Massese, sia morto per una dissecazione aortica è dato scientifico. Ma è sui sintomi e sulla prevedibilità di quella...

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MASSA. È una guerra tra perizie. Che Oreste Massa, 74 anni, un passato nella Massese, sia morto per una dissecazione aortica è dato scientifico. Ma è sui sintomi e sulla prevedibilità di quella dissecazione che divergono i pareri dei consulenti. Secondo il professor Luigi Papi, sia il medico del pronto soccorso che ha visitato Massa, sia il medico curante non avrebbero potuto prevedere la causa del decesso perché non c’era una sintomatologia tale da presagire la dissecazione. Secondo il professore i medici non hanno commesso errori, hanno agito correttamente in base alle caratteristiche del malessere descritto da Oreste Massa, malessere che faceva temere non una dissecazione, ma eventualmente un problema di angina per cui il dottore di pronto soccorso - spiega Papi - ha fatto ogni dovuta verifica.

Opposta è l’analisi di Gherardo Gherarducci, il consulente nominato dalla famiglia Massa il quale ritiene, con particolare riferimento agli esami effettuati in pronto soccorso, che dovessero essere eseguiti ulteriori accertamenti i quali - spiega - avrebbero rivelato segnali di una lacerazione già in corso e di una dissecazione aortica. Non solo, il consulente di parte contesta anche le dimissioni dopo 5 ore dall’entrata in pronto soccorso.

Le perizie non divergono sulla causa della morte, ma sulla presenza di segnali che facessero intuire rischi cardiaci per Massa. Su questo fronte, i risultati di Papi e Gherarducci sono così distanti che il gip Antonia Aracri ha detto no alla richiesta di archiviazione presentata dal pm Rossella Soffio. A quella richiesta la famiglia Massa, rappresentata dall’avvocato Graziano Maffei, ha presentato opposizione. E il gip ha disposto il proseguo delle indagini e una perizia cardiologica. Ha inoltre sottolineato la necessità di ascoltare la moglie di Oreste Massa. Lei - ipotizza il gip - potrebbe fornire informazioni sulla visita del medico curante il giorno successivo alle dimissioni del paziente e poche ore prima della morte (le due perizie, infatti, si concentrano, soprattutto sugli esami ospedalieri). Massa - per ricostruire la vicenda - muore il 15 settembre 2014. Il giorno precedente ha un forte dolore al petto e la pressione bassa, bassissima per un iperteso come lui: i familiari chiamano i soccorsi, si sospetta un infarto miocardico. Il medico del pronto soccorso lo sottopone ad un elettrocardiogramma e all’esame sugli enzimi cardiaci (ripetuti due volte). I risultati escludono l’infarto anche se la pressione, pur stabilizzata, rimane su valori bassi. Massa, torna a casa, mangia qualcosa. Il mattino seguente va dal suo curante e si fa controllare la pressione: ancora un po’ bassa, ma la situazione non sembra preoccupante. Un paio d’ore di tranquillità e Oreste si sente male. Arriva il 118, i medici tentano di rianimarlo, ma nulla da fare. E i familiari si rivolgono alla Procura.(c.s.)

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di Redazione Massa