Attenzione
Guerra delle cuoche: «Chi non è assunta non ne aveva diritto»
Alcune dipendenti delle mense replicano alle 10 colleghe non assunte dal nuovo gestore: voi non lavorate a Massa. Gazzoli: abbiamo riassorbito 114 persone, tutte quelle indicate dalla Cir food
MASSA. Dieci cuoche, la scorsa settimana, interrompono il consiglio comunale e chiedono un incontro con il sindaco Volpi: lamentano di non essere state assunte dal nuovo gestore delle mense scolastiche.
Ma la medaglia ha sempre due facce e la versione della Gazzoli snc, la società che ha vinto l’appalto e da un paio di settimane serve i pasti agli studenti, è ben diversa. Diversa da quella delle dieci cuoche, uguale a quella fornita da numerose colleghe, già contrattualizzate dal nuovo gestore e soddisfatte sia della qualità del servizio erogato, sia del rapporto che la società ha con le sue dipendenti. Così soddisfatte da scrivere una lettera a difesa della Gazzoli in cui espongono i motivi per cui 10 cuoche non sono state assunte. Il capitolato d’appalto - per andare al cuore - parlava chiaro: chi lavora nelle mense di scuole e asili deve essere tutelato e assorbito da chi vince la gara. E la Gazzoli - a cui fanno eco alcune cuoche “storiche” - spiega di averlo fatto, al tavolo con i sindacati e la stessa Cir food. Cir che «ha fornito la documentazione relativa a 116 lavoratori. Di questi - la società fa il punto - due hanno rinunciato volontariamente», gli altri 114 - assicura Gazzoli - sono stati riassunti e «nessuno ha perso i benefici e i diritti acquisiti con l’anzianità di servizio».
Perché dunque quelle 10 cuoche sono rimaste fuori? Perché - spiegano la Gazzoli e le cuoche autrici della lettera - non erano tra le 116 da assumere visto che - per usare le parole del gestore - «erano lavoratori non riferiti all’unità produttiva interessata, bensì ad altre, per esempio il comune di Carrara o il comune di Sarzana». Insomma, quelle 10 cuoche sarebbero dipendenti della Cir impegnate in altre zone tanto che la stessa Cir food, al momento di indicare il personale da riassumerea Massa, non avrebbe - spiega Gazzoli - presentato documentazione e buste paga a loro nome. Quel personale avrebbe lavorato a Massa solo saltuariamente, per sostituzioni. In ogni caso a loro, nell’eventualità di assunzioni, la società riconosce un diritto di “prelazione”. Le cuoche autrici della lettera non si nascondono dietro ad un dito: «Sapendo di aver perso la gara, nel nostro appalto la Cir ha già scaricato tanto suo personale modificando il luogo di lavoro nella busta paga e penalizzando così le lavoratrici storiche che non hanno posto fisso e continuano a fare da jolly».
Poi i complimenti a Gazzoli: «In questi 30 anni, l’unica coop a tagliare ore alle precedenti lavoratrici è stata la Cir. Dalla Gazzoli ci sentiamo finalmente considerate persone, da rispettare, sentiamo che la nostra collaborazione è ritenuta importante, non siamo più sfruttate perché laddove Cir ha tagliato le ore, Gazzoli le ha aggiunte e a ragione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google