Il dolore
Da oggi acqua del rubinetto alle mense di nidi e scuole
Stop alle bottiglie di “minerale”. Il Comune: sarà tutto super controllato Qualche mamma si preoccupa, ma il gestore assicura: siamo pronti al dialogo
MASSA. Addio bottiglie di plastica: sulle tavole di nidi, asili e scuole elementari e medie arrivano le caraffe. Piene d’acqua del sindaco, come si dice. Proprio così: rigorosamente acqua del rubinetto. A decidere non è Gazzoli snc, la società che si è aggiudicata l’appalto delle mense scolastiche: a prevedere, nero su bianco, il passaggio alla brocca è il capitolato, steso dal Comune sulla base delle indicazioni fornite dall’azienda sanitaria.
Ebbene sì perché proprio l’Asl ha ribadito l’importanza di sorseggiare acqua “della cannella”: è controllata rigorosamente e non inquina. Del resto la gara bandita dall’amministrazione faceva dell’ecologia una delle sue bandiere. Eppure l’idea che i piccoli non bevano più acqua minerale lascia perplesse parecchie mamme con tanto di commenti su Facebook. E se qualcuno teme che tutto nasca con il fine esclusivo del risparmio (“E noi paghiamo le tasse”), molti genitori fanno da paciere e garantiscono che “l’acqua del sindaco è buonissima e non inquina”.
Mauro Fiori, assessore all’istruzione, ricorda che l’utilizzo di «acqua del rubinetto è stato inserito in capitolato - come anticipavamo - in base a precise indicazioni dell’azienda sanitaria. L’acqua che arriva negli asili e nelle scuole, come nelle nostre case - ribadisce Fiori - è di ottima qualità e può e deve essere bevuta serenamente e guai se così non fosse. In ogni caso - garantisce - i controlli saranno frequenti e regolari».
Garanzia che arriva anche dalla Gazzoli e Soci snc: «Noi rispettiamo le prescrizioni del capitolato e in base a quelle prescrizioni inseriamo l’acqua in caraffa. Stiamo installando gli apparecchi per la microfiltrazione; siamo comunque disposti - il nuovo gestore non si chiude a riccio - a confrontarci con i genitori. E ci teniamo a precisare che, in caso di un minimo dubbio sulla qualità dell’acqua, siamo organizzati per assicurare l’immediata fornitura di minerale».
Apertura massima, quindi, da parte del nuovo gestore: « Nel caso le mamme e i papà o le stesse scuole fossero contrarie all’uso dell’acqua del rubinetto, possiamo metterci intorno ad un tavolo con il Comune e valutare il da farsi».
Con il Comune, appunto, perché a decidere non è il gestore - che si attiene alle prescrizioni da capitolato - ma Palazzo civico che quelle prescrizioni le ha definite.
Chiara Sillicani
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