Il Tirreno

truffa a luci rosse

Filmato il sesso con l’escort: due amici apuani nei guai

Il materiale sequestrato
◗
Il materiale sequestrato

La coppia di amici aveva visto l’annuncio su un sito e aveva preparato la trasferta. Non sapevano di essere ripresi dalle telecamere, lo hanno scoperto i carabinieri

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Avevano visto quella escort brasiliana su un sito specializzato di incontri sessuali a pagamento: le foto della ragazza promettevano bene, ma a incuriosire i due amici apuani che hanno chiamato la giovane e hanno fissato il duplice appuntamento era il mistero che racchiudeva quell’annuncio; la escort, che operava a Voghera, nel pavese, prometteva una vera e propria esperienza stile Cinquanta sfumature di grigio. E per questo aveva anche attrezzato una stanza di tutto punto, con tanto di carrucole e funi per giochi bondage e sadomaso. E un numero incredibile di fruste e indumenti in lattice. 
 
I due clienti apuani si sono presentati all’appuntamento inventando una scusa alle famiglie (non si sa se siano sposati o meno). Non potevano immaginare però che mentre si intrattenevano con la escort c’erano almeno tre telecamere che li stavano riprendendo. Un filmato che poi l’amico della ragazza avrebbe rivenduto in una sorta di mercato clandestino di video a luci rosse amatoriali. Roba forte che aveva bisogno di super prestazioni e proprio per questo motivo la lucciola metteva a disposizione dei suoi clienti anche dei farmaci - preparati in maniera empirica - che avevano la funzione di un vasosilatatore. I due apuani, che comunque sono tornati a casa senza sospettare nulla, hanno scoperto quello che hanno rischiato soltanto quando i carabinieri li hanno contattati - riconosciuti grazie all’incrocio delle immagini e delle telefonate - per spiegare l’accaduto. Al momento non li hanno convocati in caserma, ma un altro giretto a Voghera dovranno farlo a breve. Intanto altri cinqui clienti che hanno subito lo stesso trattamento hanno già denunciato l’autore del raggiro, che è un uomo di 35 anni, disoccupato e pregiudicato. L’appartamento dove la brasiliana esercitava è suo ed è lui che ha attrezzato la stanza dei piaceri e ha installato gli obiettivi. Ed è sempre lui che, con tutta probabilità, vendeva poi il materiale girato all’insaputa degli attori maschi.
 
Ed è proprio da una perquisizione fatta al pregiudicato, fermato in strada per un normale servizio di controllo antiprostituzione, che i militari hanno scoperto tutto. Addosso aveva un nunchaku, un'arma costituita da due corti bastoni uniti da una breve catena o corda. Appena gli hanno chiesto conto di quella che era a tutti gli effetti un’arma lui con franchezza ha spiegato che la usava per difendere la sua donna, quando qualche cliente malintenzionato voleva fare sesso senza pagare quanto richiesto. La pattuglia incredula per la spiegazione lo ha fermato e ha disposto una perquisizione dell’abitazione dove risiedeva. I carabinieri lì dentro hanno trovato di tutto: oltre alla stanza sadomaso, in un locale nascosto da un armadio senza fondo c’erano svariati strumenti elettronici. E tutti per fini poco puliti: scanner, stampanti a colore, skimmer, lettori digitali di schede elettroniche, apparecchiature per clonare i bancomat, dispositivi autocostruiti per intercettazioni ambientali comprensivi di telecamere miniaturizzate, telecomandi universali, un vero e proprio kit con oltre cinquanta grimaldelli per aprire serrature di porte e finestre. Questo oltre a riproduzioni di documenti e a banconote, da 20 e 50 euro, contraffatte. Insomma tutto ciò che poteva servire per produrre documenti falsi, carte di credito contraffatte, clonare bancomat e carpire i vari pin necessari per utilizzarli, stampare banconote false. 
 
Un vero campionario di violazioni per il protettore della escort che dovrà rispondere di favoreggiamento della prostituzione, porto di armi od oggetti atti ad offendere, interferenze illecite nella vita privata, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed anabolizzanti, falsificazione di monete, spendita e introduzione nello stato, previo concerto, di monete falsificate, fabbricazione e la detenzione di sistemi informatici e telematici e per la successiva clonazione di bancomat, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico.
 
I carabinieri stanno adesso valutando se tutto il materiale sequestrato era utilizzato direttamente dal pregiudicato o se invece ci troviamo di fronte ad un vero e proprio negozio che offriva tutte le apparecchiature per delinquere alla criminalità locale

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato