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Province e riforma,lavoratori in sospeso

Province e riforma,lavoratori in sospeso

Massa Carrara, l’allarme della Uil

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MASSA. Le Province - lo prevede la riforma Delrio - stanno facendo i conti, o lo faranno a breve, con un processo di riorganizzazione. Processo che coinvolge, in prima persona, i lavoratori. E proprio sulla sorte dei lavoratori - secondo la Uil - c’è ancora da fare parecchia chiarezza.

«Si naviga a vista» è il commento di Claudio Salvadori, segretario provinciale Uil Funzione pubblica, al termine di un incontro con Paolo Becattini, responsabile regionale del pubblico impiego per la Uil. E la preoccupazione aumenta in campagna elettorale: «In questa fase elettorale c’è una strumentalizzazione, con tante promesse che probabilmente non potranno essere mantenute. Il nostro impegno sarà quello di tutelare tutti i posti di lavoro, ora più che mai c’é bisogno - questa la richiesta della Uil - di avere la precisa mappatura di tutti i servizi e di tutti i dipendenti». Così da capire chi va dove e perché.

Il sindacato ricorda che Palazzo Ducale è costretto a contare gli spiccioli: «Più volte - scrivono Salvadori e Becattini - il presidente Narciso Buffoni ha evidenziato le difficoltà economiche dell’ente, ventilando il rischio del dissesto finanziario già da quest’anno: a rischio - spiega la Uil - ci sono oltre 150 posti di lavoro a Palazzo Ducale».

A fare il quadro della situazione è stato proprio Becattini, che per la Uil è presente a tutti i tavoli di trattativa a livello regionale: «La Toscana - questo l’esordio - è stata una delle poche regioni a fare una legge per la riorganizzazione delle funzioni e dei dipendenti delle Province interessate dalla riorganizzazione. Ma restano ancora molti dubbi: è chiaro che ci sono alcune funzioni che verranno prese in carico da Firenze, altre dai Comuni e altre ancora dal nuovo ente di secondo livello. Gran parte di questi lavoratori resteranno sul territorio. Ma ci sono deleghe rimaste in sospeso: centri per l’impiego (circa 500 dipendenti) e polizia provinciale (altri 240) il cui futuro resta incerto. Senza contare che la legge prevede anche il trasferimento fisico a Firenze di alcuni funzionari, soprattutto amministrativi. La nostra battaglia - prosegue Becattini - è salvaguardare la dignità di questi lavoratori. Alcune - conclude Becattini- hanno già smesso di pagare - e a giugno è prevista la vera ondata di Province che non pagheranno gli stipendi ai dipendenti».

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