Il Tirreno

La Fondazione cede le azioni della Crc a Carige

di Massimo Braglia
La Fondazione cede le azioni della Crc a Carige

L'ultimo 10% valutato 9,6 milioni, il gruppo genovese aveva già il 90% dell'istituto di credito carrarese

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CARRARA. L'assemblea del gruppo Carige ha dato il definitivo via libera e ormai è atteso solo l'ultimo passaggio, il sì del Ministero dell'economia e della finanza: poi fra pochi giorni, indicativamente ai primi di maggio, sarà definitivo il passaggio anche dell'ultimo 10% della Cassa di Risparmio di Carrara al gruppo Carige. A cedere è la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, per un corrispettivo di circa 9,6 milioni di euro, in azioni: azioni per le quali l'assemblea genovese ha deliberato un apposito aumento dedicato (anche per l'acquisto del restante 4,1% della Cassa di Risparmio di Savona).

Con questi 9,6 milioni di euro in azioni Carige, la Fondazione balza all'1,98% di proprietà della Carige stessa; un peso importante, che però non è detto resterà tale a lungo: Carige, entro settembre farà un maxi aumento di capitale da 850 milioni di euro, e in teoria, per restare al 2 per cento circa, la Fondazione carrarese dovrebbe sborsare oltre 16 milioni di euro (il 2 per cento di 850 milioni, appunto).

«Su questo però è prematuro parlarne - anticipa il presidente della Fondazione Alberto Pincione - diciamo che in passato con Carige siamo già stati dissanguati abbastanza, e non dimentichiamo che c'è un protocollo del Tesoro piuttosto stringente rispetto alle partecipazioni bancarie delle Fondazioni, noi siamo al limite anche se probabilmente venderemo un'obbligazione Carige. Certamente - aggiunge - arrivare al 2 per cento è una posizione significativa nell'azionariato di Carige, se anche dopo l'aumento dovessimo ridiscendere all'1 per cento poco male. Ripeto, vedremo: siamo in un patto di sindacato che esprime già un consigliere di amministrazione, sarà interessante vedere tutti gli sviluppi».

Come noto, nuovo azionista di riferimento di Carige sarà il gruppo Malacalza, e sarà con Malacalza che i pattisti di cui fa parte la Fondazione dovranno confrontarsi.

E la Cassa di Carrara? Era già al 90% di proprietà di Carige e fra pochi giorni lo sarà al 100%. Di fatto, viene tagliato l'ultimo cordone ombelicale che la legava alla nostra città dal punto di vista dell'assetto proprietario.

Per la banca, aveva già assicurato nelle scorse settimane il presidente Gino Mazzi, cambierà poco: «Resteremo banca del territorio con il nostro marchio e i nostri trentasette sportelli». E per la Fondazione? «Noi speriamo che con l'entrata dei Malacalza il titolo rivada su» aveva confidato al Tirreno Pincione nelle scorse settimane. Prima di questi 9,6 milioni di euro di azioni per il 10% della Cassa, in passato la Fondazione ha già acquisito azioni Carige per 37 milioni di euro, una partecipazione oggi molto svalutata: «Quell'operazione - ricordava Pincione - venne fatta a furor di popolo. Tutti, dall'amministrazione comunale (già guidata dal sindaco Angelo Zubbani, ndr) ai sindacati, dicevano che dovevamo essere più presenti in Carige».

Carige anche quest'anno non darà dividendi, al pari della Cassa di Carrara, e quindi le erogazioni della Fondazione per il 2015 si fermeranno a un milione di euro. L'assemblea di Carige ha anche approvato tutti i bilanci, compresi quello della Cassa di Carrara. Al 31 dicembre 2014 la Cassa di Carrara ha chiuso con un conto economico negativo di 8,4 milioni, che si confronta con una perdita di 7,7 milioni a dicembre 2013. Le rettifiche nette per deterioramento di crediti e altre operazioni finanziarie ammontano a 11,5 milioni.

E in futuro, tornando alla Fondazione, continuerà a chiamarsi Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara o Fondazione Carrara, visto che non c'è più legame con la Cassa di Risparmio? Staremo a vedere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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