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Processo Dazzi la deposizione del super perito

CARRARA. Processo Dazzi, parla il super perito. Sul banco dei testimoni, in veste di consulente, il professro Andrea Perini. La sua relazione, ripercorsa in tribunale ha sciolto uno dei nodi...

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CARRARA. Processo Dazzi, parla il super perito. Sul banco dei testimoni, in veste di consulente, il professro Andrea Perini.

La sua relazione, ripercorsa in tribunale ha sciolto uno dei nodi centrali della vicenda: quel credito da 10 milioni di dollari avrebbe dovuto essere inserito nella dichiarazione dei redditi fin dal 1990. Questo avrebbe consentito, secondo il consulente, a Paolo Dazzi, di non arrivare al processo per omessa dichiarazione dei redditi (articolo 5 del decreto legislativo 74/2000).

La vicenda è nota e prende le mosse vent’anni fa con un contratto da 10 milioni di dollari, per la realizzazione di una moschea di marmo, in Iraq che, per la guerra del Golfo, non venne poi mai realizzata.

Il perito, davanti al giudice Fabrizio Garofalo e al pm Alberto Dello Iacono, ha sostenuto che le somme residuali di 9 milioni e mezzo, ottenuti giudizialmente nel 2006 in ragione degli illeciti commessi in danno della procedura dalle banche, non costituisce una sopravvenienza tassabile. Si sarebbe dovuto tenere in considerazione, in sostanza, il credito verso lo Stato dell'Iraq nella determinazione del patrimonio netto iniziale, da sottrarre, inseguito, al residuo attivo.

Alla luce del deposito della perizia la difesa Dazzi ha già chiesto il dissequestro dei beni, pari a circa 4 milioni di euro, confiscati all'imputato il 20 marzo 2014.

Il processo è stato aggiornato al prossimo 5 maggio: in quella data potrebbe arrivare la sentenza.

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