Il Tirreno

Per la Liberazione aperta anche Coop, sindacati in rivolta

di Chiara Sillicani
Per la Liberazione aperta anche Coop, sindacati in rivolta

Massa, presidio davanti al punto vendita di via Marina Vecchia Cgil e Cisl: così si offendono i lavoratori e la storia del Paese

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MASSA. Crolla anche l’ultimo baluardo, quello che i sindacati hanno sempre considerato un àncora, la conferma che ci sono date che godono di una sacralità laica e non si toccano: la Unicoop Tirreno alza le serrande in occasione della Festa di Liberazione.

Ieri mattina, il punto vendita di via Marina Vecchia apre i battenti: alle 8 in punto i dipendenti sono al lavoro, nei reparti, al bancone della gastronomia, in cassa. E ci rimangono tutta la mattina, fino alle 13, quando le saracinesche si abbassano. Unicoop Tirreno, del resto, si allinea a tutta la grande distribuzione: gli altri supermercati ieri sono pronti ad accogliere i clienti e non per 5 ore, come fa Coop, ma per l’intera giornata. La scelta della Unicoop di seguire l’esempio delle altre catene, che da 5 anni chiamano al lavoro anche il 25 Aprile, è un segnale preoccupante per Cigl e Cisl che proclamano uno sciopero di tutela - così lo definiscono - e organizzano un presidio, con tanto di volantino, proprio davanti al negozio di via Marina Vecchia. Un volantino che i sindacati consegnano a chi, festa o non festa, va a fare la spesa: l’immagine di una esecuzione nazifascista nel settembre del 1941 e sotto le parole di un partigiano, l’invito a non dimenticare, quindi l’appello a non trascorrere il 25 Aprile in un supermercato.

Una battaglia - spiegano Stefano Nicoli (Filcams Cgil) e Carlo di Paola (Fisascat-Cisl) - a difesa della storia, dell’identità del Paese e dei lavoratori: «Al valore storico e sociale della Festa della Liberazione - chiariscono - viene contrapposto un esagerato consumismo, che secondo i sostenitori del sempre aperto, è indispensabile per il rilancio dell’economia, ma che nei fatti non ha prodotto né maggiori incassi, né maggiore occupazione, ma ha pesantemente peggiorato le condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori. E se quest’anno Unicoop Tirreno rimane aperta, sbaglia perché decide di abbandonare questi valori così importanti e il tratto distintivo della cooperazione, per uniformarsi alle altre catene». Del resto Unicoop ha motivato la sua scelta proprio sulle dinamiche del mercato e della concorrenza: «Ha giustificato l’apertura - prosegue Nicoli - con il fatto che la Liberazione coincide con il sabato, una giornata così importante per gli incassi che il supermercato non poteva permettersi di perderela». Cgil e Cisl garantiscono che in ballo ci sono i diritti dei lavoratori, «per la conciliazione di tempi di vita e di lavoro, per un modello di consumo diverso e sostenibile. Ma è anche una lotta per i valori - aggiungono - per il rispetto di chi prima di noi ha combattuto per un ideale, per la libertà e per la dignità del lavoro, anche a costo della vita. Per questo- e arriva la stoccata alla Uil - l’uscita solitaria della Uiltucs provoca confusione in un periodo in cui c’è invece grande bisogno di unità sindacale per salvaguardare le condizioni di lavoro».

 

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