Il Tirreno

Mediterraneo, il Comune vuole i soldi

di Cinzia Chiappini
Mediterraneo, il Comune vuole i soldi

Avviata la procedura per incassare la fidejussione da 800mila euro e va avanti la causa da 1,7 milioni per la concessione

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CARRARA. 1,7 milioni di euro per la concessione dell'area demaniale, scaduta a maggio dello scorso anno, e altre 800 mila euro di fideiussione per le opere pubbliche non realizzate: a tanto ammonta il conto che il Comune di Carrara ha deciso di presentare alla Porto Spa per la vicenda dell'ex Mediterraneo. L'amministrazione procede per le vie legali per incassare il valore della concessione sull'area dell'ex Mediterraneo e, parallelamente, escuterà la fideiussione per le opere pubbliche non realizzate nell'area, oltre ad aver già emanato un'ordinanza per il ripristino del decoro nel sito, tutt'oggi invaso dalle acque del Carrione: lo ha garantito davanti al consiglio comunale il vicesindaco di Carrara Andrea Vannucci, rispondendo all'interrogazione presentata da Claudia Bienaimè di Carrara Bene Comune.

La consigliera ha chiesto un aggiornamento della situazione, il quarto nel giro di poco tempo, segnalando che a 5 mesi dall'alluvione i seminterrati dell'ex Mediterraneo sono ancora allagati e necessitano quindi di un intervento di pulizia immediato onde evitare che con l'imminente aumento delle temperature la situazione igienico sanitaria precipiti. Non solo, la Bienaimè ha ricordato la convenzione siglata dal Comune con la Porto Spa, scaduta lo scorso maggio e disattesa sia per quanto riguarda la realizzazione di una struttura alberghiero ricettiva – su cui la società fece retromarcia qualche anno fa chiedendo, senza ottenerlo, di destinare parte dell'edificio a uso abitativo – sia rispetto alle opere pubbliche da realizzare nelle aree circostanti.

Secondo il vicesindaco l'amministrazione ha già attivato gli strumenti in suo possesso per chiudere definitivamente un caso che si trascina da anni. Per quanto riguarda la concessione, ha spiegato Vannucci «l'ufficio legale del municipio sta lavorando all'azione legale» per ottenere il “rimborso” del valore dell'area, stimato in 1,7 milioni di euro, dopo che la Porto Spa ha di fatto rinunciato alla costruzione dell'albergo, un'opera a cui era stata vincolata la cessione di quei terreni demaniali.

La convenzione siglata tra la società e il comune, prevedeva inoltre la realizzazione di una serie di opere pubbliche: alcune, come la sistemazione della ex circoscrizione, sono state effettuate mentre altre sono state disattese, come il ripristino del giardino (arredi storici inclusi) tra viale XX Settembre e via Genova e la realizzazione dei marciapiedi.

Dunque l'amministrazione ha inviato una lettera alla Porto Spa per escutere la fideiussione da 800 mila euro prevista per queste opere. Un conto decisamente salato per la società, a cui è stata indirizzata anche un'ordinanza per il ripristino del decoro pubblico, nel tentativo di risolvere in tempi brevi il problema dell'allagamento nel sito. Ammesso che che tutti questi provvedimenti vadano a buon fine, scaduta ormai da quasi un anno la concessione, Piazza Due Giugno sarà chiamata inoltre a decidere cosa fare di quell'area, circa 2000 metri quadri in pieno centro a Marina di Carrara e a due passi dal mare. «Aspettiamo suggerimenti dal consiglio comunale» ha dichiarato il vicesindaco Vannucci, stimolando una riposta tanto pronta quanto in aspettata: «Fateci la sede del Liceo Scientifico!» ha gridato una cittadina seduta tra le fila del pubblico.

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