Il dolore
Il procuratore: le sparatorie potrebbero essere collegate
Aldo Giubilaro: al momento è solo una delle ipotesi investigative Se ci fosse una matrice comune con i Poggi l’allarme sociale sarebbe minore
MASSA. «Quello che è accaduto l’altra notte è un fatto grave. Una delle ipotesi su cui ci stiamo concentrando è che i colpi di fucile esplosi in via dei Mori possano essere collegati all’episodio di due settimane fa, nel quartiere dei Poggi. Al momento però, e questo voglio che sia chiaro, si tratta solo di una ipotesi. Una su cui stiamo lavorando».
Non si sbilancia troppo il procuratore capo Aldo Giubilaro proprio poche ore dopo la sparatoria contro la casa nel quartiere delle Cinque vie. Resta abbottonato il procuratore ma, come lui stesso afferma, comprende la paura e la perplessità della “gente del posto”. Di chi in pochi giorni ha vissuto, sulla facciate delle case del loro quartiere, un avvertimento fatto di proiettili.
«È presto per capire cosa stia succedendo - prosegue nella sua analisi a poche ore dalla sparatoria nella notte contro la casa di via dei Mori - Se i due episodi, questo e quello dei Poggi fossero collegati paradossalmente sarebbe un segnale di minor pericolo a livello sociale. Perché - spiega - si tratterebbe di episodi circoscritti a situazioni particolari, e simili, e non di violenza diffusa e indiscriminata».
In sostanza se quanto accaduto nelle ultime due settimane fosse da attribuire a una guerra, e quindi a tutta una serie di avvertimenti, fra bande, l’allarme sicurezza sarebbe meno forte.
Meno grave - così ha spiegato il procuratore con molta chiarezza - rispetto a fatti senza alcun collegamento fra loro e quindi con una violenza di carattere generale ancora più preoccupante.
E c’è anche un altro aspetto che colpisce in quanto accaduto in via dei Mori. Il quartiere delle Cinque vie, la stessa strada è stata scenario della morte, la sera del 17 settembre del 2011, di Diego Prandina, avvocato di origini spezzine travolto e ucciso da un Suv, subito allontanatosi a gran velocità, di fronte al cancello della sua abitazione, in via dei Mori.
Alla domanda diretta se ci sia un collegamento fra quanto avvenuto in via dei Mori e l’omicidio, proprio nella stessa strada, dell’avvocato Prandina, il procuratore capo si sbilancia: «No i fatti non sono collegati».
Ma tornando alle indagini poi ribadisce: «In questo momento stiamo vagliando varie ipotesi, e non abbiamo la sfera di cristallo. È presto per trarre conclusioni».
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