Il dolore
Durante la lite spuntano una sciabola e un coltello
CARRARA. .Come in un duello. Una sciabola puntata alla gola. Un coltello da cucina poggiato sul braccio. Una scena drammatica che ha avuto come scenario le mura domestiche di una casa alla periferia...
CARRARA. .Come in un duello. Una sciabola puntata alla gola. Un coltello da cucina poggiato sul braccio.
Una scena drammatica che ha avuto come scenario le mura domestiche di una casa alla periferia di Carrara. E come protagonisti una giovane donna e il nuovo compagno della madre.
Una storia complessa di rapporti familiari complicata da una situazione psichica di malattia da parte della giovane donna protagonista della vicenda. Lei e il compagno della madre si sono trovati a processo per minacce a mano armata.
La donna(assistita dall'avvocato Giovanna Barsotti) è stata sottoposta a perizia psichiatrica perché il medico dell'Asl che la segue l'aveva definita in una relazione "persona socialmente pericolosa". Ma proprio per chiarire le condizioni della donna al momento dei fatti il tribunale (il giudice è la Congiusta) ha nominato un cut, il professor Alberto Petrarca,. Lo psichiatra ieri in aula ha tratteggiato una situazione complessa per quel che riguarda la donna finita a processo insieme al compagno della madre. Ma avrebbe escluso che fosse incapace di intender e di volere al momento dei fatti.
Il processo è stato quindi rinviato per sentire la madre presente quando è avvenuto l'episodio finito poi in tribunale.
Da quanto finora ricostruito, durante l’udienza, la lite sarebbe avvenuta a seguito di alcune offese rivolte dal compagno alla madre della giovane donna che alla fine lo avrebbe affrontato in maniera diretta, intimando di smettere e di cambiare tono. Il rimprovero non sarebbe stato gradito dall’uomo. I due quindi hanno cominciato a spingersi fino a che il compagno della madre avrebbe staccato dalla parete una sciabola, puntandola alla gola della figlia della sua compagna. La giovane, a sua volta, ha preso un coltello da cucina e lo ha puntato al braccio dell’uomo.
La vicenda è finita con l’arrivo delle forze dell’ordine e con una doppia querela: per minaccia aggravata dall’uso delle armi.
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