Il Tirreno

Chiude? No, rilancia La seconda vita dello “Svizzerino”

di Giovanna Mezzana
Chiude? No, rilancia La seconda vita dello “Svizzerino”

Aperto dalle 7 all’una del mattino: oggi la festa d’inizio La titolare: voglio dare spazio ai giovani e alla cultura

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CARRARA. Due anni fa ha acquistato lo Svizzerino, locale storico del centro-città. Soldi investiti, entusiasmo e voglia di fare però non bastano; nel giro di un anno si accorge che le cose non vanno come dovrebbero; tant’è che Nicoletta Veracini, titolare dello Swiss Bar di via Verdi, ha pensato persino di chiudere. Ora ha deciso di darsi un’altra chance, anzi, di darla a Carrara, la città bistrattata persino da chi ci è nato e che la barista invece ha nel cuore, lei che è originaria di Sarzana ma ha sempre vissuto ai piedi delle Apuane.

Nicoletta, Come è diventata la titolare di questo locale che ha contribuito a fare la storia di Carrara?

«Mi sono innamorata dello Svizzerino mentre venivo a prenderci il caffè. Ci ho anche lavorato come dipendente. Quando Lino e Massimiliano Puntelli decisero di vendere, mi feci avanti. Ci ho investito i risparmi di una vita. Di una vita. Ho cominciato a lavorare quando avevo quattordici anni…».

Cominciò alla gelateria Tognozzi quando era in via Verdi: lo sa che molti pensavano fosse la figlia dei titolari storici?

«Sì, lo so! Gusmano e la Lidia del resto mi trattavano come una figlia. Gusmano diceva: “questa è la nostra figlia segreta, fino ad ora è stata in collegio…”. Era un posto molto ambito: guadagnavo allora 600.000 lire; d’inverno lavoravo il sabato e la domenica per mantenermi il posto per la stagione estiva; con il mio stipendio aiutavo in casa e mi compravo i libri per la scuola. E poi ho lavorato alla pizzeria Tognozzi, all’Ala Bianca di Arcola, al Radar a Santa Lucia. Un vita di lavoro. Una vita insieme alla gente: a Carrara conosco tutti».

Come vanno qui gli affari? «Il primo anno e mezzo è andato bene. Poi le cose sono un po’ cambiate. Forse è colpa della crisi economica…».

…per cui si risparmia su tutto, anche su un caffè …

«Sì, purtroppo. Lo scorso venerdì però abbiamo dato una festa e le cose sono andate benissimo. C’era tanta gente e non mi vergogno a dire che ho fatto un ottimo incasso».

In questi mesi però ha anche pensato di chiudere: è così?

«Mi è passato per la testa. Poi però mi sono detta: “no, non lo fare Nicoletta: ami questa gente, ami questi ragazzi che ti dimostrano affetto, tra la gente di Carrara in passato hai trovato la tua salvezza, non puoi farlo”».

I suoi clienti sono soprattutto giovani?

«Sì, “ho” dei giovani bellissimi. Ho studenti dell’Accademia, ho artisti che vengono e mi lasciano i loro lavori: del resto, mio padre lavorava da Nicoli, ha lavorato anche con Paolo Cavallo…; a due passi ho uno studio di scultori dove c’è Zoran Grinberg che quando parla m’incanta; ecco, lui ad esempio (indica un cliente, ndr) è Francesco Sturlese e sta scrivendo un giallo che si ambienta in parte nel mio locale. A Carrara c’è una gioventù bellissima, acculturata e che ha un senso civico molto più alto di tanti adulti e anzia, e io vorrei fosse aiutata».

Da chi?

«L’amministrazione potrebbe sollecitare i proprietari di fondi sfitti ad agevolare i giovani che vogliono aprire un’attività. Non facciamoli andare via! E mi rivolgo anche a chi ha possibilità economiche: investite a Carrara; il carrarino è laborioso, il “popolo” è fatto di gente a posto. È inutile che aspettiamo che ci aiutino i Signori del Marmo, dobbiamo aiutarci da soli, e l’amministrazione ci deve dare una mano».

Come?

«A rendere gradevole la città. Se viene collocata una statua in una piazza, la gente si muove per vederla; e allora perché non lasciarla esposta tutto l’anno? Perché non mettere delle fioriere? Vede, quando lo scorso anno ha aperto il bar qui di fronte (la Casa del Caffè), sono sincera, mi è preso un colpo; poi invece ho capito che più attività ci sono, più la strada è decorosa e gradevole, ed è meglio per tutti».

Insomma, Nicoletta, lo Svizzerino non chiude…

«No, non chiudo. Anzi, apro 24 ore su 24. Arrivo alle cinque e faccio le pulizie con mio padre che mi dà una mano; alle sette apro e vado avanti fino alle 18 quando arriva mia figlia; Chiara, con suo fratello Gabriele e il suo fidanzato, terrà aperto fino all’una di notte: ho fatto un sondaggio con i clienti e l’idea piace».

Stasera si battezza il nuovo corso con una serata in cui si elegge Miss Pin up 2015; chi vince, vince un servizio fotografico professionale e un video con il musicista country Daniel Dan, un nostro amico, un carrarese che ha avuto un grande successo in California e che ha scelto lo Svizzerino come location per un suo video. Insomma, siamo il bar degli artisti, non possiamo chiudere!».

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