Proteste
Le vie le puliscono le imprese
E per rimettere a nuovo tutta la zona industriale assumono i disoccupati
MASSA. Gli imprenditori si rimboccano le maniche: la zona industriale è sporca, così sporca che i titolari di aziende si vergognano a portare clienti in sede. Di soldi in cassa l’amministrazione ne ha davvero pochi. Che fare? Beh, unire le forze e armarsi di scopa e ramazza. Ben 43 imprese si riuniscono in un comitato e promuovono il progetto “Adotta 1 Strada”. L’imprenditore - per sintetizzare - assume operai dalle liste comunali dei disoccupati e garantisce pulizia, rimozione dei rifiuti e manutenzione.
Spiacevoli inconvenienti. Che di una bella pulizia in zona industriale ci fosse bisogno è assodato, lo confermano anche gli aneddoti. Il più eloquente è a firma Paolo Bedini, presidente provinciale della Cna. Il protagonista è un imprenditore della nautica, titolare di un’azienda che funziona: il prodotto piace, gli acquirenti sono importanti. L’impresa ha solo un neo, e non da poco: insiste su una strada sporca. Ebbene sì, piena zona industriale di Massa, discariche ogni angolo, amianto abbandonato, erbacce che la fanno da padrone. Davvero un pessimo cartellino da esibire ai clienti, così quando un grande armatore contatta l’azienda della nautica e commissiona uno scafo per il suo mega yacht, beh, all’imprenditore tocca studiare uno stratagemma: noleggia per il cliente un furgone con i vetri oscurati, ma così oscurati che chi ci sta sopra non vede nulla. Non le discariche, non l’incuria. Solo, una volta arrivato a destinazione, l’eccellenza del cantiere a cui ha commissionato il lavoro. E di storie così - garantisce Cna - ce ne sono parecchie.
L’apripista. Ma a vergognarsi della propria città gli imprenditori non ci stanno e alla polemica improduttiva preferiscono i progetti. A fare da apripista è Michele Russo, lui la strada se l’è già pulita più volte. Da solo. E ad abbellirla ha chiamato persino i writers, ha chiesto loro di dar sfogo alla fantasia e di fare di vecchi muri abbandonati all’incuria, tele da pittore. Michele non demorde, vuole «ridare dignità al polmone produttivo della città», bussa alla porta dei colleghi, piccoli artigiani, grandi imprenditori «perchè diventino protagonisti, in prima persona, di un processo di partecipazione». E vince: nascono un comitato di 43 aziende e un progetto destinato a dare un volto nuovo alla zona industriale. Da via Bordigona, a via Lottizzazione, da via Massa Avenza a via Dorsale. La prima azienda a rispondere all’appello è la Chean di Sergio Chericoni, specializzata nello smaltimento dell’amianto. La Chean, già in passato, ha rimosso a proprie spese una discarica pericolosa e adesso è la prima a dire “Ci sto” e non lo fa - puntualizza il titolare - con la presunzione di volere dare il buon esempio, ma «per la volontà di partecipare, di dare un segnale, di valorizzare la zona industriale, porta di ingresso alla città». Insomma, l’imprenditore adotta una strada, non necessariamente quella in cui ha sede la sua azienda. In caso di via lunghe o impegnative (per numero di rifiuti o discariche) più attività possono darsi man forte. Interventi straordinari, controllo regolare della zona con rimozione dei rifiuti: in due parole, pulizia e manutenzione.
Opportunità per disoccupati. Zona industriale dignitosa e opportunità di lavoro per chi non ce l’ha. Perché per rifare il look alle vie della zona industriale serve personale e il comitato lo cerca nelle liste dei disoccupati fornite dal Comune. I lavoratori saranno pagati con un voucher dal valore nominale di 10 euro per ciascuna ora di impiego (di questi 2,5 destinati alla contribuzione Inps). Se la pulizia è effettuata nelle aree di proprietà dell’azienda, il compenso - sempre comprensivo di contributi - sale a 15 euro. Tutto fatturato ogni 3 mesi, con l’opportunità per le imprese di scaricare le spese come costi di esercizio.
Il patrocinio del Comune. Il progetto ha già i connotati dell’ufficialità: i proponenti e il Comune si sono seduti intorno ad un tavolo e, trovata la quadra, da Palazzo civico è arrivato il patrocinio. E arriva anche il grazie di Uilian Berti, vicesindaco con delega ai lavori pubblici che riconosce il ruolo degli imprenditori nella cura del territorio e nella sua promozione (vedi box accanto). I finanziamenti per le infrastrutture ci sono, ma per il Comune trovare risorse per la manutenzione ordinaria è davvero dura. Una mano dalle imprese diventa, quindi, provvidenziale.
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