Il Tirreno

Le foto di Venti mesi per la libertà

di Riccardo Sordi
Le foto di Venti mesi per la libertà

Mostra al teatro della Rosa per festeggiare i 70 anni di lotta partigiana. E il percorso di immagini piace ai visitatori

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PONTREMOLI. “Venti mesi per la Libertà”, un cammino che nasce l’8 settembre 1943 e si conclude nell’aprile del 1945, un cammino che ha visto la nostra Nazione percorrere strade dolorose e difficili in mezzo alla guerra, alla violenza, alla morte. Ma in questo cammino sono emersi anche gesti di eroismo, di coraggio di fronte all’odio e al terrore, di dedizione e amore della Patria e della libertà. E al termine di quel cammino l’Italia è rinata dalla sue ceneri, una nazione repubblicana, democratica, con una nuova costituzione, in una parola sola un’Italia libera. Per provare a raccontare questo viaggio fondante della nostra recente storia è stato inaugurata nelle stanze del Teatro della Rosa una mostra fotografica che l'Istituto Storico della Resistenza Apuana propone in occasione del 70° anniversario della Liberazione.

Un lungo percorso per immagini che si rivolge a tutti coloro che sono interessati a conoscere o approfondire quanto accaduto in uno dei periodo storici più drammatici della nostra storia: gli ultimi venti mesi del secondo conflitto mondiale, quelli che comprendono il periodo dall'annuncio dell'Armistizio l'8 settembre 1943 al completamento della Liberazione avvenuto, per il nostro territorio, solo il 27 aprile 1945. Una marea di giovani provenienti dalle scuole pontremolesi e limitrofe hanno assistito alla conferenza di presentazione della mostra, illustrata dallo storico e docente dell’università di Pisa Paolo Pezzino. «Pensate che giovani come voi 70 anni fa – ha ricordato nel suo intervento di apertura il presidente dell’Isra Paolo Bissoli – hanno combattuto e sacrificato la loro vita per la libertà. La libertà di cui tutti noi possiamo godere è frutto dell’impegno e del sacrificio di tanti giovani italiani». E nel ricordare questo punto cruciale della lotta di Resistenza, Bissoli ha sottolineato la presenza in sala di Giorgio Mori, carrarese, classe 1923, tra i protagonisti guerra partigiana fra Alpi Apuane e Garfagnana, e di Nunzio Armanini, pontremolese deportato nei campi di lavoro nazisti.

E continuando a rivolgersi ai ragazzi ha evidenziato come “questa mostra è per tutti ma è stata pensata principalmente per voi studenti perché diventi tesoro della vostra memoria”. Concetti condivisi anche dal sindaco, Lucia Baracchini, che ha evidenziato come conoscenza della propria storia è componente essenziale per comprendere la realtà e per affrontare i grande quesiti che ci pone il mondo contemporaneo.

La relazione tenuta dal professor Pezzino ha affrontato varie tematiche toccando temi più generali come l'organizzazione della Resistenza armata contro l'occupazione nazifascista, le prime formazioni partigiane, la condizione dei civili, il ruolo ma concentrandosi anche su temi particolari come le “vie del sale”, o la “via della Libertà tenuta aperta dai partigiani massesi sulle colline tra Antona (Massa) e Azzano (Seravezza) per consentire il passaggio del fronte attraverso la Linea Gotica.

La mostra, che resterà aperta alle Stanze del Teatro della Rosa fino al 29 aprile (orario 9/12 – 16/18) consta in 35 pannelli (cm 80 x 200) organizzati con le foto provenienti soprattutto dagli archivi delle sezioni Anpi di Carrara, Massa e Versilia e dell'Usa National Archives di Washington, ma anche da altri archivi privati. Materiale recuperato e disponbile grazie all’impegno dell’Istituto che vi ha dedicato oltre un anno di lavoro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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