Sicurezza
Aveva in casa le armi del padre defunto, vigile del fuoco a processo
Per la Beretta e il fucile l'uomo aveva presentato regolare istanza di nulla osta: il giudice lo assolve
AULLA: Lui, vigile del fuoco in servizio in Lunigiana , aveva presentato regolare domanda ai carabinieri per un’arma da utilizzare a titolo sportivo, per il tiro a bersaglio. E al questionario di prassi se avesse alte armi in casa aveva dichiarato, con tranquillità, di averne altre due, di proprietà del padre defunto e per le quali aveva presentato mesi prima la domanda per avere il nulla osta a custodirle. Nulla osta che (nonostante l’uomo fosse provvisto di regolare porto d’armi) poi non era mai arrivato per una banale mancanza di documentazione allegata.
E così il vigile del fuoco (assistito dal legale Silvio Gabrielli si è trovato suo malgrado a processo per detenzione illegale di armi, in particolare un fucile calibro 12 e una pistola automatica, Beretta calibro 6,3 che vennero immediatamente sequestrate.
Nell’ambito delle udienze è stato dimostrato , che per le armi erano state avviate da tempo le pratiche per la detenzione. Da qui la richiesta del pm di assoluzione e la sentenza del giudice Fabrizio Garofalo che ha assolto l’imputato perché il fatto non sussiste, disponendo il dissequestro e la riconsegna della armi.
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