Sicurezza
Turismo, lo scontento dei balneari
Gazzoli: manca una progettazione. Martini: la tassa di soggiorno vada al settore
Non lo chiamano flop, ma poco ci manca: il tavolo del turismo, secondo gli addetti ai lavori, non funziona e non ha mai funzionato. «È una riunione dove si programmano eventi per l'estate - dice Stefano Gazzoli, presidente dell'associazione dei balneari, Riviera apuana – ma manca completamente una progettazione del turismo, che è poi l'unico senso del tavolo». Se a questo capitolo si aggiunge poi il tema spinoso della tassa di soggiorno, la quale, invece di essere reinvestita nel settore turistico, come previsto peraltro dalla normativa nazionale, viene sparpagliata nelle varie uscite comunali (dove più c'è bisogno), il quadro che emerge è quello di un territorio che non crede e non investe minimamente nel settore turistico. Una difficoltà annosa e endogena del territorio apuano che è tornata ieri mattina all'ordine del giorno, durante la commissione comunale congiunta turismo e lavori pubblici, a cui hanno partecipato anche i rappresentanti dei balneari. «In tutto il Paese il turismo è uno dei settori trainanti, ma qui, nonostante la città abbia tutto, mare, monti, storia, cultura e enogastronomia, paradossalmente non funziona», sintetizza il consigliere di Italia Unica, Stefano Caruso. E il nodo sembra essere proprio alla base: il tavolo del turismo, voluto dall'amministrazione comunale per «prendere in esame e valorizzare l'attività turistica nelle diverse declinazioni che la caratterizzano» - così si legge all'articolo 2 sulle finalità nel protocollo d'intesa siglato il 23 luglio 2013 – non solo non ha prodotto i risultati sperati, ma «sta disattendendo i principi stessi del protocollo». Un esempio? «L'articolo 7 sull'ammissione dei nuovi membri – chiarisce Luca Martini, presidente della Compagnia del mare – stabilisce criteri che non sono rispettati e alla fine al tavolo siedono tutti. Una confusione che non porta a nulla». Il tavolo – secondo i balneari «dovrebbe dire cosa vogliamo fare da grande: trovare una peculiarità del territorio e valorizzarla». Inoltre, dicevamo,la tassa di soggiorno - nel 2014 l'introito è stato di circa 400 mila euro – «dovrebbe essere utilizzata nel settore turistico - chiosa Martini - Almeno per la cartellonistica e la riqualificazione del Lungomare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
