Il Tirreno

La sartoria Purple veste i russi e assume 8 persone. Come candidarsi

di Giovanna Mezzana
La sartoria Purple veste i russi e assume 8 persone. Come candidarsi

Massa Carrara, contratto con Zakirov patron del marchio Feru

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CARRARA. In attesa che Brunello Cucinelli assuma, intanto assume Purple: grazie ai russi e a un contratto appena stipulato con loro. Mentre si fa attendere il progetto industriale per la creazione di un polo di altissimo artigianato italiano annunciato da Cucinelli, l’industriale perugino che a fine 2013 ha acquisito un ramo aziendale della D’Avenza, cresce Purple, la piccola ma scoppiettante sartoria artigianale di via Passo Volpe che entro settembre amplierà il suo organico di otto unità. Ecco i dettagli dell’operazione apuo-russa e le modalità per candidarsi ai posti vacanti.

Il super contratto. Marco Brugiotti, 45 anni, massese, amministratore unico di Purple, ha appena firmato un contratto da mille e una notte con Ferutdin Zakirov, industriale-stilista uzbeko che possiede un network di boutique di abbigliamento di alta gamma da uomo; il marchio è Feru: notissimo da Mosca a San Pietroburgo perché veste politici russi, magnati e oligarchi. La sartoria artigianale apuana che crea abiti rigorosamente a mano – dal taglio allo stiro – servirà tutti i negozi Feru per il su-misura. Non solo: da settembre due sarti Purple (a rotazione tra le maestranze) saranno presenti nella mega show room che Zakirov possiede a Mosca, a disposizione dei clienti. Feru ha garantito a Purple 7-800 capi all’anno, cioè il 60 per cento degli obiettivi di produzione che Purple si era posta per il 2015 (1.300 abiti).

Lo stilista uzbeko non è andato a scatola chiusa: da dicembre ad oggi Purple ha creato per lui 80 capi, usciti dal laboratorio sartoriale di via Passo Volpe diretto da Martina Dazzi, trentacinquenne carrarese che ha già alle spalle molti anni di esperienza di ago e filo. Evidentemente Zakirov è rimasto soddisfatto della lavorazione sartoriale di Purple, il cui staff è composto da sedici persone di cui undici dipendenti diretti, inclusi tre sarti ex D’Avenza; dal 4 maggio i dipendenti diretti saliranno a tredici, poi seguirà l’ulteriore incremento da settembre quando partirà il progetto moscovita.

Il retroscena. Brugiotti, che diventerà responsabile del su-misura di Feru, ha firmato l’accordo nell’appartamento milanese, a due passi da via Montenapoleone, di Zakirov, che da oltre venti anni vive tra Mosca e Milano. «L’aspetto più curioso dell’operazione – racconta – è che per la prima volta nella mia vita ho firmato un accordo di lavoro… senza scarpe! Le ho dovute togliere varcata la soglia dell’appartamento. Dopo dieci minuti ci davamo del tu (Zakirov parla bene l’italiano): è un grande industriale ma è anche affabile, cortese, una persona squisita. Ci ha affidato un lavoro di grande impegno e responsabilità. Siamo davvero contenti: è il nostro primo grande salto…» spiccato grazie a uno di quei russi grandi estimatori del Made in Italy, del saper fare e della creatività del Belpaese. Rimane da capire – e questo desta un po’ di curiosità – come si siano conosciuti Brugiotti e Zakirov: «Contatti commerciali…» non specifica ulteriormente (che ci sia altro a bollire in pentola?) Brugiotti che ha in mano il 97% di Purple mentre il restante 3% è di Donato Di Veroli dell’omonima sartoria milanese; con Di Veroli gli apuani condividono un atelier a Milano, in via Venezia 37, nel Quadrilatero della Moda.

Zakirov stregato. Il re russo dello smart dress si è innamorato dello stile Purple: di tutti quei “puntini” che trovi sui capi, segni inequivocabili della lavorazione davvero artigianale; dei colli, persino delle etichette con il punto croce a mano; e di alcune creazioni Purple in particolare: il capospalla da uomo, per esempio. Tant’è che per la sua Feru sono stati creati due prototipi: un cappotto da uomo classico, un po’ più abbondante rispetto all’Italian Style, taglio militare; e uno con manica raglan, paramani e collo in pelliccia; e ancora per Zakirov – che verrà a Massa Carrara a giugno per un fashion show Purple/Feru, probabilmente al Castello Malaspina – è stato sviluppato un modello di giacca con un “fit” pensato per gli uomini dell’Est Europa, mediamente più alti e con una diversa struttura collo/spalle rispetto all’uomo mediterraneo.

Come candidarsi. Entro settembre dunque Purple assumerà otto persone. «Abbiamo bisogno non tanto di apprendisti quanto di personale già abbastanza esperto, qualificato – spiega Brugiotti – capace di capire al volo il tipo di lavoro richiesto. L’età non ci interessa». Altro requisito: «dovranno essere disponibili a trascorrere a rotazione un mese a Mosca e tre nella nostra sede: i capi verranno realizzati a Carrara e spediti a Mosca per la prima e la seconda prova, quindi terminati là». In partenza anche un progetto moscovita per il su-misura donna proposto da Purple a Feru. Chi fosse interessato può spedire il proprio curriculum a brudidasrl@libero.it o telefonare al numero 388-79.49.443.

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