Attenzione
Quasi duemila visitatori alla mostra “Primavera 1945”
Nel salone degli Svizzeri, a palazzo Ducale, una rassegna dedicata agli uomini della 92ma divisione Buffalo della quinta armata statunitense
MASSA. L'hanno vista quasi duemila persone, nel salone degli Svizzeri a palazzo Ducale di Massa, la mostra storico-fotografica “Primavera 1945, passavano gli americani… io mi ricordo”. La rassegna, organizzata in occasione del 70° anniversario della Liberazione era un omaggio agli uomini della 92ª Divisione Buffalo della 5ª Armata statunitense - composta dalla 442ª Regimental Combat Team formata dai nippo-americani “Nisei”, dal 370° reggimento di uomini afroamericani e dal 473° reggimento - al movimento partigiano apuano e alla popolazione. Ed è stata un successo. I visitatori sono stati quasi duemila (la mostra è aperta dal 4 aprile) e tra di essi – sottolinea con orgoglio Marco Alberti, uno degli organizzatori – anche alcuni reduci della Buffalo. Insomma, un’iniziativa che ha colto nel segno, tanto che Alberti lancia l’idea di una sua riproposizione per l’estate.In mostra ci sono 10 fotografie scattate dai fotoreporter alleati il 10 aprile ’45 quando entrarono in città ed altrettanti scatti speculari riproposti oggi, eseguiti negli stessi luoghi con le stesse figure e gli stessi mezzi dell’epoca.
Hanno collaborato l’Anpi, il Club Fotografico Apuano e l’Associazione Storico Culturale Linea Gotica Tirrenica. «Per la realizzazione delle nuove fotografie - spiega ancora Alberti, ideatore e coordinatore del progetto - abbiamo eseguito sopralluoghi, certificato i riferimenti dell’epoca, stabilito le posizioni degli attori figuranti e dei mezzi, contattato persone che ci hanno raccontato dove si trovavano il giorno 10 di quel lontano aprile. Abbiamo realizzato le nuove immagini impiegando due sessioni di un giorno, rispettando proprio i periodi di scatto degli originali e cercando la più reale sovrapposizione. È stato un cammino carico di entusiasmo e di volontà nella ricerca storica, nei racconti delle sofferenze delle persone che abbiamo incontrato, nella ricerca dei luoghi. Tutto questo, con la consapevolezza di poter contribuire a tener viva la memoria della tragedia che la popolazione ha sofferto e delle gesta dei giovani americani che hanno contribuito a restituire la libertà a Massa. La presenza dei militari, nella ricostruzione attuale, vuole suscitare una più forte carica emozionale e indurre, nei più giovani, una ulteriore riflessione sul significato e sugli effetti della guerra. Ricostruire non è piacere archivistico o accademico. Ricostruire è l’irrompere del passato nel presente, per guardare al futuro. La mostra vuol essere un contributoper non dimenticare chi ha lottato per lo stato repubblicano ed il ritorno alla democrazia».
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