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Minacce dal carcere, perquisite le celle dei detenuti

Minacce dal carcere, perquisite le celle dei detenuti

Un pregiudicato recluso nella casa circondariale di Massa ha tentato un'estorsione a una famiglia genovese che gli aveva affittato un'immobile

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MASSA. Ha minacciato la povera signora Vittoria, settantenne genovese di famiglia benestante, per mesi e mesi. Era stato il suo inquilino per qualche anno e siccome ci sapeva fare con la muratura aveva proposto alla donna un affare: lui avrebbe ristrutturato l’abitazione e i soldi del lavoro sarebbero stati scalati dalla pigione. Solo che alla fine la somma di quel restyling sfiorava i ventimila euro. Vittoria e i suoi parenti avevano chiesto una transazione all’uomo ed erano arrivati a un accordo: undicimila euro. Poi però Salvatore Pellegrini, 35 anni, è finito in carcere e la sua condanna è diventata definitiva. Ed è stato portato nella casa circondariale di Massa. In cella invece di pensare ai suoi errori ha iniziato a rimuginare su quelle migliaia di euro a cui aveva rinunciato. E ha deciso che dovevano pagare, nonostante la transazione.
 
Dal carcere sono partite una serie di lettere di minacce che avevano uno solo scopo: terrorizzare la settantenne. E c’è riuscito anche perché il tenore delle missive era davvero pesante: «Dovete sapere che io prima o poi metterò i piedi fuori e mi prenderò tutto quello che avete, non immaginate neanche con chi avete a che fare perché io non ho niente da perdere. Mandatemi i soldi qui in carcere a nome mio: è passato più di un mese dall'ultima lettera che vi ho scritto e ancora non mi state mandando i soldi, prenderò uno di voi e me lo porterò con me su qualche monte e vi lascio a voi immaginare cosa vi combinerò. Ci vorranno molti soldi per farmi smettere di spaccarti le gambe».
 
Dopo questa lettera la signora Vittoria si è presentata in procura e ha fatto vedere ai carabinieri quelle missive. Il fascicolo è passato in mano al sostituto procuratore Federico Manotti che ha disposto il blocco della posta di pellegrini e soprattutto ha fatto perquisire la sua cella e alcune parti in comune del carcere. Ed è saltato fuori il bloc notes con le pagine a righe, gli stessi che l’uomo usava per scrivere. E delle buste di color giallo. Gli inquirenti hanno anche scoperto una rete di collegamenti nella casa circondariale massese che Pellegrini aveva allestito per poter mettere in atto la sua estorsione. Il detenuto è stato condannato a 4 anni e due mesi con il rito abbreviato e nessun provvedimento è stto preso nei confronti di altre persone. Ma è stato disposto il trasferimento del trentacinquenne a Sollicciano.

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