Il Tirreno

«Gli ha trafitto il cuore con violenza»

«Gli ha trafitto il cuore con violenza»

Il medico legale racconta come sono morti Fruzzetti e Baria. E dice: «Avevano assunto cocaina e alcol»

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MASSA. «Gli ha trapassato tre pareti del cuore, la lama è entrata nel costato e poi ha trafitto epicardio, miocardio ed endocardio. In venti anni di carriera e 1.500 accertamenti autoptici non avevo mai visto nulla del genere. Andrea Fruzzetti è andato in arresto cardiaco ed è stato portato in ospedale dove sono state tentate tutte le tecniche di rianimazione. Era impossibile però salvargli la vita». Così il medico legale Maurizio Ratti, consulente dell’accusa ha risposto alle domande del pubblico ministero Rossella Soffio spiegando l’esito delle autopsie che ha effettuato sui corpi dei due ragazzi uccisi da Andrea Mazzi.

Ratti ha raccontato la dinamica dell’aggressione: «Posso dire con certezza che il primo colpo ha raggiunto Fruzzetti sul dorso della mano trapassando l’arto fino al palmo, una ferita da difesa la definiamo (ovvero ha parato un colpo); la seconda coltellata all’addome, non in profondità ma in larghezza; infine il colpo mortale al petto. Il medico legale poi ha parlato di Baria e di come è stato ucciso: «Otto i colpi che lo hanno raggiunto, con un’arma bianca compatibile con quella che ha trafitto Fruzzetti. Sette di questi colpi erano superficiali, o comunque non hanno leso organi vitali. L’ottavo è passato dalla spalla e ha raggiunto il polmone sinistro, facendolo collassare. Ha perso un litro di sangue in un attimo. La lama ha toccato anche il cuore, non in maniera devastante. Baria nonostante i tentativi di rianimarlo ha cessato di vivere».

Ratti poi, sollecitato dall’avvocato Enzo Frediani, che insieme alla collega Elena Tongiani difende l’imputato Andrea Mazzi, ha confermato quanto anticipato alcuni mesi fa dal Tirreno: gli esami tossicologici su Fruzzetti e Baria hanno rivelato che entrambi avevano fatto uso nei giorni precedenti di alcol e di cocaina. In quantità considerevoli. Mentre come invece dimostra un esame eseguito su Mazzi al momento dell’incarcerazione l’omicida era pulito. A proposito dell’arresto è stata sentita anche la dottoressa della guardia medica convocata in caserma dai carabinieri dopo l’arresto: «Aveva delle escoriazioni importanti al volto, ma più a livello di graffi e una ferita alla mano sinistra», ha detto al collegio commentando le foto scattate il giorno di Natale alla Plava.

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