La manifestazione
Botte in centro, un anno e sei mesi
Spacca il naso ad un uomo in piazza Farini: patteggia la pena
CARRARA. La Procura gli contesta il reato di lesioni gravissime e Samuele Maone, di fronte ad Antonia Aracri, giudice per le indagini preliminari, tenta di giocarsi la carta del patteggiamento. Ma il gip dice no: il ventiquattrenne carrarese deve difendersi a processo.
Ieri mattina si svolge, quindi, la prima udienza: la difesa (l’avvocato di Maone è Giuseppe Del Papa) punta nuovamente sul patteggiamento. E questa volta con successo: il giudice monocratico Fabrizio Garofalo accoglie la richiesta e l’imputato patteggia la pena di un anno e sei mesi.
A Samuele Maone - per ricostruire la vicenda giudiziaria - la Procura contestava le lesioni gravissime: nell’agosto del 2014, in piazza Farini, alle sei del pomeriggio, colpisce al volto un quarantenne con tanto di bottiglia di vetro. L’uomo cade a terra e Maone - questa la versione della Procura - infierisce a suon di calci e alla schiena e alla testa. Botte che causano al quarantenne- almeno stando ai referti medici - la frattura del naso e del polso destro, oltre a ferite alle labbra e al sopracciglio.
Scatta, quindi, la denuncia e partono le indagini: il pubblico ministero contesta anche l’aggravante dei futili motivi - le ragioni “dell’aggressione” non sono emerse in aula - e l’utilizzo di un’arma. Perché la bottiglia viene appunto equiparata ad un’arma.
La vicenda finisce davanti al gip, quindi, ieri mattina, davanti al giudice monocratico Fabrizio Garofalo: Giuseppe Del Papa, avvocato di Maone, formalizza la richiesta del patteggiamento, il giudice Garofalo la accoglie. L’imputato, quindi, patteggia una pena di un anno e sei mesi per lesioni gravissime.
Anche se - dicevamo - i contorni della vicenda non emergono, nè emerge in particolare il motivo del “pestaggio”.
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