Il Tirreno

«Biomasse, vanno messi vincoli»

«Biomasse, vanno messi vincoli»

Il consigliere Scatena di Pontremoli: si scrivano nel piano operativo comunale

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PONTREMOLI. Nessuna centrale a biomasse a Pontremoli. L’annuncio non è particolarmente sorprendente soprattutto pensando che viene dal consigliere di minoranza Rolando Scatena che è stato in prima linea nella battaglia contro la potenziale realizzazione di un impianto a biomasse nell’area industriale di Novoleto e che si è subito mobilitato quando il Pensionato Cabrini pareva interessato a collocare un impianto, di piccole dimensione, nei pressi del centro cittadino. Ma adesso Scatena alza il tiro e chiede che il “no” alle biomasse sia messo per iscritto nel Piano Operativo Comunale che proprio in questi mesi è in fase di discussione prima dell’adozione che dovrebbe avvenire, all’incirca, verso l’inizio del prossimo anno.

Quindi il capogruppo di minoranza chiede che «nel redigendo Piano Operativo Comunale o tramite l’apposito piano per l’uso delle energie rinnovabili o attraverso apposita specifica norma regolamentare del P.O.C. medesimo, sia prevista l’indicazione che impedisca la realizzazione di centrali termoelettriche a biomasse nell’area di Novoleto, nel centro storico e comunque nei centri abitati del Comune»; chiede anche che sia comunque indicato nel P.O.C. che «in presenza di richieste di realizzazione per impianti di centrali termoelettriche a biomasse legnose, Il Comune, prima del rilascio di qualsiasi autorizzazione di competenza comunale, debba acquisire una certificazione di Arpat o di altro organismo pubblico, che certifichi preventivamente in base ai dati progettuali, che con l’entrata in funzione dell’impianto la qualità dell’aria e delle diverse matrici ambientali interessate dalle emissioni, migliorerà o per lo meno resterà uguale a quella preesistente».

Due punti che Scatena tiene a far entrare nel Poc perché l’art. 45 del piano strutturale non prevede studi di impatto ambientale per le centrali a biomasse legnose, studi che sono invece previsti per il termico solare e per l’idroelettrico. Inoltre l’attuale piano di indirizzo energetico regionale privilegia e prevede incentivi finanziari per la costruzione di impianti di calore alimentati da energia a biomassa, soprattutto nelle zone di campagna non servite dalle reti di distribuzione di gas metano. Un aspetto della legislazione regionale che il consigliere di minoranza non condivide anche perché ritiene più opportuno che il consiglio «pur non avendone l’obbligo, in relazione alle consolidate potenzialità di sviluppo del territorio per la sua vocazione turistico-culturale e ambientale, di redigere comunque un piano comunale relativo all’uso delle fonti di energie rinnovabili, da approvarsi dal consiglio comunale, unitamente all’annunciato imminente Piano Operativo Comunale».

Riccardo Sordi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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