Un Cuore un Mondo: nuove camere per aiutare i bambini
Cresce ancora la Onlus che dal 1993 assiste le famiglie dei piccoli malati . All’Opa ma anche in Africa e nei Balcani
MASSA. Più vicino alle famiglie e sempre più internazionale: crescono le attività mediche all'estero e i servizi offerti all'interno dell'Ospedale del Cuore di Massa. Non è così semplice, ma per diventare un'eccellenza un ospedale ha bisogno di tanti sforzi, molti aiuti, ma soprattutto di tantissime persone che credono in quello che fanno, giorno dopo giorno.
Ecco, da più di vent'anni l'associazione “Un cuore, un mondo” - Onlus che dal 1993 supporta molte delle attività mediche svolte dall'Ospedale G. Pasquinucci di Massa - ha una missione: aiutare i genitori e le famiglie dei bambini affetti da cardiopatie congenite a superare i momenti difficili e delicati vissuti durante le cure ospedaliere. Accoglienza, assistenza, sostegno quotidiano ai genitori in reparto, alloggi e sostentamento: impossibile elencare tutte le attività svolte dai volontari dell'associazione, ma una cosa è sicura, gli sforzi e gli aiuti compiuti nel tempo sono cresciuti e continuano a crescere: per il 2015, infatti, è prevista la creazione di due nuovi alloggi per famiglie all'interno dell'Opa. «Nel 2013 le nostre case dell'ospitalità - spiega il presidente dell'associazione, Mario Locatelli - hanno ospitato una media di 30 famiglie per circa 360 persone. Dallo scorso anno abbiamo voluto incrementare il servizio accogliendo anche le maternità a rischio, questo significa degenze lunghe e la ricerca di nuovi alloggi per le urgenze. Nei prossimi mesi cercheremo di riqualificare due strutture all'interno dell'ospedale, di cui una ha cinque camere per dieci posti letto. Lo faremo insieme all'ospedale e grazie ai nostri fondi, alle donazioni, forse potremo dotarci anche di una struttura esterna qui vicino, ma per ora è ancora tutto da definire». Ha un cuore grande, veramente grande, l'associazione “Un cuore, un mondo”, sì perché tutto si basa sul volontariato, sulle donazioni, su tutti gli aiuti (anche i più semplici) che sono stati forniti negli anni.
«Quando siamo nati nel 1993 esisteva piccola struttura di cardiochirurgia pediatrica, l'ospedale aveva poche attrezzature e i medici che lavorano qui erano veri e propri pionieri, facevano cose impensabili con pochissimi mezzi. Sotto la direzione del primario di allora il prof. Vittorio Vannini e il prof. Luigi Donato, è stato creato un centro di eccellenza. Anche la nostra associazione ha giocato un ruolo importante nel creare mezzi per la cura dei bambini e strutture adeguate per le loro famiglie. Chi viene in ospedale ha bisogno di un aiuto medico ma anche di un appoggio morale, un supporto, che può servire e deve essere fornito in qualsiasi momento».
Momenti di condivisione che però non si esauriscono solo all'interno dell'ospedale, tra le attività che l'associazione sta cercando di potenziare, infatti, c'è anche la cooperazione medica internazionale: consulenze e interventi di cardiochirurgia pediatrica a distanza, grazie alla tecnologia innovativa offerta dalla telemedicina, missioni per interventi chirurgici e attività mediche di prevenzione in Eritrea, nei Balcani, in Kenya e in molti altri luoghi del mondo con condizioni di vita e di povertà estreme.
«Da sei anni ormai organizziamo missioni in Eritrea - continua Locatelli. È un paese estremamente povero. Questo significa che per poter effettuare interventi così delicati dobbiamo trasportare moltissime attrezzature e medici, è come trasferire un intero reparto del nostro ospedale per dieci quindici giorni. È un'attività alla quale non riusciamo più a rinunciare. Quando arriviamo le persone si muovono dai villaggi a piedi, fanno centinaia di chilometri con i bambini sulle spalle, solo per farli visitare e curare. Quando uno conosce questa realtà l'ultima cosa che puoi fare è abbandonarli».
Alessio Profetti
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