Sicurezza
Memofestival con Capossela ma c’è il caso conflitto di interessi
MASSA. Arriva “Memofestival”, una manifestazione – 4/5 giorni di spettacoli con personaggi di rilievo,– si parla di Vinicio Capossela, Piergiorgio Oddifreddi – per celebrare la Liberazione,...
MASSA. Arriva “Memofestival”, una manifestazione – 4/5 giorni di spettacoli con personaggi di rilievo,– si parla di Vinicio Capossela, Piergiorgio Oddifreddi – per celebrare la Liberazione, finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio e promossa e patrocinata dal Comune. Ma subito esplode la polemica
Stefano Caruso, consigliere di Italia Unicae Carmen Menchini della 28 Aprilei (entrambi nella commissione Cultura), parlano di “ennesima azione poco ortodossa” e attaccano il Comune e, senza mai nominarlo esplicitamente, Riccardo Ricciardi, consigliere dei 5 Stelle a cui fa capo la cooperativa che organizzerà l’evento.
«La commissione cultura e turismo, nella seduta del 22 ottobre 2014, con la presenza dell'assessore Fiori – ricostruiscono – discute su come organizzare il "Festival della Memoria" nel corso del 2015 in concomitanza del 70° anniversario dalla Liberazione. Emergono alcune proposte, ma tutti ci troviamo concordi nell'istituire un tavolo di coordinamento che elabori e valuti le proposte, oltre che studiare la reperibilità di fondi privati e le eventuali capacità gestionali. Passano i mesi e, come sempre accade, di questo tavolo non se ne vede la nascita». Poi, venerdì scorso, in commissione, l'assessore Fiori illustra per gli eventi del mese di maggio e improvvisamente appare il "Memofestival" previsto per il giugno. , la cui organizzazione fa capo ad un’associazione locale.
Ebbene, accusano Caruso e Menchini non criticano la manifestazione, «l’organizzazione dell’evento è stata affidata senza un percorso valutativo e partecipativo, ma solo sulla base di una proposta singola». Ma, soprattutto, rilevano che questa associazione annovera tra i suoi responsabili un consigliere comunale (Ricciardi dei 5 Stelle), costantemente attento e puntiglioso sulla trasparenza e sull’affidamento mediante gare ad evidenza pubblica cosa che, in questo caso, ha visto una diretta assegnazione». «Ci chiediamo - sottolinea Stefano Caruso - se sia stata fondamentale la fiducia e la garanzia offerta sulla riuscita dell'evento oppure non ci siano altri coinvolgimenti di tipo politico. E soprattutto come mai il tanto decantato "conflitto d'interesse" non sia stato assolutamente ritenuto una causa ostativa».
"In altre parole - rincara Carmen Menchini - un'idea nata e discussa dentro la commissione cultura del Comune è diventata oggetto di finanziamento dell'associazione di uno dei consiglieri membri della commissione stessa. E non si venga a dire che il Comune non c'entra, perché non si ottengono finanziamenti dalla Fondazione CrCarrara su eventi di questo tipo senza l'appoggio del Comune di Massa».(c.f.)
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