Sicurezza
Scuole, i genitori vogliono più dettagli
Malgrado le assicurazioni di sindaco e Regione viene chiesto il cronoprogramma dei lavori
AULLA. Forse avevano fatto un po’ l’abitudine a fare la spola tra casa e quelle scuole nei container che proprio non piacciono nè ai ragazzi e, tantomeno, ai genitori (ma anche gli insegnanti, lì dentro, non vanno certo volentieri).
Adesso però il vento è cambiato, visto che le famiglie in questione, oltre 400 quelle direttamente interessate, stanno prendendo alla lettera le parole del governatore Enrico Rossi che “invita” a fare (e rispettare) il cronoprogramma delle opere necessarie a realizzare il polo scolastico previsto nella ex area ferroviaria.
Le mamme chiedono ora un incontro ancor più chiarificatore sulla situazione, dopo quello piuttosto atipico svoltosi una decina di giorni fa in sala consiliare. Un faccia a faccia con le istituzioni, im primis Comune e Regione, per capire se e quando i ragazzi e i loro insegnanti torneranno a svolgere le lezioni in un ambiente normale e magari attorniato da un po’ di spazio per la ricreazione e, ancora, con la palestra a portata di mano e non (come attualmente si fa) seguire sporadiche lezioni di educazione fisica in strutture lontane e quindi raggiungibili solo con un servizio di scuolabus-navetta, con tutte le problemetiche del caso. Infatti le palestre più vicine alle aule nei container sono quelle del Centro scolastico di Quercia e di Barbarasco: come dire, continui chilometri da percorrere ogni giorno da parte degli scuolabus che traghetteno studenti.
«Adesso è ora di finirla e sul serio - è la frase ricorrente che si alza dal gruppo di mamme che attendono l’uscita dei ragazzi da scuola - se hanno dato dei tempi, ebbene, che vengano rispettati. Vogliamo saperne di più, dato che non crediamo che si possa fare miracoli in così poco tempo. Dicono che le scuole saranno pronte fra cinque mesi e questo ci renede speranzosi, però, vedendo da cosa sono circondate le aule nei container - aggiungono indicando lo scavo colmo di acqua fangosa i cui lavori sono fermi da mesi, ci viene da pensare se sarà proprio così».
Da qui la richiesta che i genitori stanno perfezionando da inoltrare all’amministrazione comunale aullese, con la speranza, neppure troppo recondita, di un incontro a cui partecipino tutte le istituzioni in ballo, «magari con la presenza dello stesso presidente della Regione Toscana che da queste parti è ormai di casa dopo il terribile evento dell’ottobre 2011», ossia l’alluvione causa di tutti gli attuali disagi della popolazione studentesca aullese.
Fabrizio Palagi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
