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Ponte Trieste, affidati i lavori In gara anche ditta indagata

Ponte Trieste, affidati i lavori In gara anche ditta indagata

MASSA. Affidati i lavori per il consolidamento del Ponte Trieste, la cui arcata ha mostrato nei mesi scorsi problemi strutturali. L’intervento sarà eseguito dalla ditta Guidi Gino Spa con sede a...

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MASSA. Affidati i lavori per il consolidamento del Ponte Trieste, la cui arcata ha mostrato nei mesi scorsi problemi strutturali. L’intervento sarà eseguito dalla ditta Guidi Gino Spa con sede a Castelnuovo Garfagnana, to che ha presentato l’offerta più economica: 67.671 euro esclusi i costi del personale e gli oneri per la sicurezza (il Comune ha messo in bilancio 160.000 euro per l’intervento).

Ma sull’appalto è già polemica. Stefano Benedetti, consigliere comunale di Fi parla di “invito” ditte indagate e tutte di fuori provincia. L’ amministrazione ha scelto, è ormai una linea consolidata di affidare i lavori non con una gara d’appalto vera e propria ma attraverso una procedura negoziata. Ha cioè invitato cinque ditte “di fiducia” – la Buson Srl di Pontremoli, la Elios Srl di Aulla, Iris Costruzioni di Villafranca, Mga Srl di Licciana e la Guidi Spa di Castelnuovo – e ha poi assegnato i lavori a quella che ha presentato l’offerta migliore. Ebbene, secondo Benedetti «non è stata eseguita la prevista rotazione e neanche sono state chiamate le tante ditte che hanno sede a Massa. Si è consumata invece l’ennesima farsa con la chiamata di 5 ditte tutte provenienti da fuori zona e nessuna che abbia la sede nella nostra città». Ma quel che è più grave, attacca il consigliere della minoranza è che almeno una di queste aziende (lui, in realtà scrive tre, ma non ne abbiamo riscontri è coinvolta in un’indagine della procura per presunti illeciti nella propria attività lavorativa. Si tratta della Elios, «indagata per il crollo del Carrione che provocò la disastrosa inondazione di Marina di Carrara del 5 novembre dello scorso anno.

Da qui l’interpellanza con cui Benedetti chiede al sindaco Alessandro Volpi di spiegare le ragioni di queste scelte. «Come è possibile – conclude il consigliere – che il Comune di Massa annoveri tra le ditte di "fiducia" proprio quella che è stata indagata per i fatti del Carrione ? Credo che questa anomalia debba essere superata e che in futuro il comune dia la possibilità di lavorare anche alle ditte locali».

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