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La Polab: nei limiti l’inquinamento elettromagnetico

La Polab: nei limiti l’inquinamento elettromagnetico

MASSA. «Il consiglio comunale ha approvato un regolamento nel 2004 con il quale si impegnava a destinare una somma al monitoraggio dell'inquinamento elettromagnetico e a una campagna di informazione...

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MASSA. «Il consiglio comunale ha approvato un regolamento nel 2004 con il quale si impegnava a destinare una somma al monitoraggio dell'inquinamento elettromagnetico e a una campagna di informazione per l'uso consapevole dei telefonini. Che fine ha fatto quel regolamento?».

Andrea Ofretti, consigliere comunale per gli Arancioni torna all'attacco sul tema antenne di radiotelefonia. E lo fa con una interpellanza rivolta al presidente del consiglio comunale, Domenico Ceccotti, in parte annunciata ieri durante la commissione comunale ambiente a cui ha partecipato anche la Polab, società a cui il Comune ha affidato lo studio e la elaborazione del piano delle antenne (il quale arriverà nei prossimi giorni in consiglio per l'approvazione definitiva) e il monitoraggio dei campi elettromagnetici presenti sul territorio comunale.

Quello che fa storcere il naso al consigliere di minoranza è la presenza di una sola centralina di rilevamento di inquinamento(fino al 2013 erano cinque), che attualmente è situata in via fratelli Rosselli. È una centralina mobile: questo significa che una volta rilevati i dati in un'area si sposta in un'altra e così via (tre-quattro mesi per ogni zona). Sia i tecnici della Polab sia quelli del Comune garantiscono che i parametri di inquinamento nel territorio comunale sono ben al di sotto del limite previsto di 6 volt metro, «che già a sua volta è molto più basso del limite stabilito dall'Unione europea», fa sapere il tecnico della Polab. La zona dove si registra il livello di inquinamento elettromagnetico più alto è Quercioli, per la presenza di svariate antenne di radiotelefonia, ma comunque il parametro è di 1 volt metro, pienamente entro i limiti.

Nessun rischio inquinamento elettromagnetico nel territorio, quindi, ma per Ofretti «i soldi che il Comune incassa- dice- devono essere comunque spesi nel monitoraggio dell'inquinamento». E non sono pochi: dai canoni il Comune nel 2014 ha incassato 400mila euro. Nonostante gli operatori – secondo fonti comunali – negli ultimi anni stiano». (M.C.)

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