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La Grande Madre di Fausto Melotti all'Expo di Milano

Cinzia Chiappini
La Grande Madre di Fausto Melotti all'Expo di Milano

Carrara, commissionata al grande artista per l'Eur del 1942 non era mai uscita dai laboratori Nicoli: un colosso di 35 tonnellate

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CARRARA. «Avrebbe dovuto fare il suo esordio davanti al grande pubblico all'Esposizione Universale di Roma, nel 1942 ma poi il caso, o meglio la storia, hanno rimandato l'appuntamento di oltre settanta anni: e così, la “Grande Madre” di Fausto Melotti, che vide la luce nei primissimi anni '40 negli Studi Nicoli di Carrara, debutterà alla veneranda età di 75 anni a un'altra esposizione universale, quella che si aprirà a Milano il prossimo 1 maggio.

Si tratta di un'opera mastodontica, in marmo ordinario, alta 5,60 metri e con un peso di 35 tonnellate, che raffigura una donna seduta, con un bambino in grembo: insieme a “L'uomo con il bastone” faceva parte del gruppo scultoreo “Si redimono i campi”, uno dei due commissionati a Melotti (l'altro era intitolato “Si fondano le città”) in vista dell'esposizione universale del 1942.

L'artista realizzò le due sculture proprio presso i prestigiosi Studi Nicoli di Carrara: “L'uomo con il bastone” partì per primo, alla volta di Roma e fu installato all'Eur, in attesa di essere “raggiunto” dalla “Grande Madre”. E come in un romanzo... “lei” partì per seguire il “suo uomo”, prese il treno ma dopo pochi chilometri, arrivata a Livorno, fu costretta a tornare indietro: l'inasprirsi della guerra, la cancellazione dell'esposizione del 1942 e la caduta del fascismo impedirono alla coppia di ricongiungersi. Non solo: la Grande Madre è rimasta sempre chiusa nell'atelier dei Nicoli e, a parte i fortunati che hanno avuto modo di visitare gli studi di piazza XXVII Aprile, il grande pubblico non l'ha mai potuta ammirare. Almeno fino a ora. Questo capolavoro della scultura contemporanea, quotato dagli esperti del settore oltre i 3 milioni di euro, avrà gli onori che merita grazie a Expò 2015: a 75 anni dall'esposizione universale per cui era stata creata, la Grande Madre sarà installata davanti a uno degli stand di maggior prestigio della manifestazione, quello di “Eataly” la catena di generi alimentari di alta qualità fondata da Oscar Farinetti.

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In questi giorni presso gli studi Nicoli sono iniziate le manovre, delicatissime, di movimentazione della scultura che sarà imbragata, trasferita all'esterno dell'atelier con una gru e poi imballata: «Con opere di questo genere non si scherza, dobbiamo fare tutto con estrema calma e attenzione» spiega Francesca Alix Nicoli, erede della dinastia Nicoli che dirigerà in prima persona le manovre.

La scultura si compone di tre pezzi: il busto della donna, le gambe e il bambino. Ciascuno verrà trasportato in una cassa, dopo essere stato “stampellato” e imballato. «Le casse saranno costruite attorno a ciascuna porzione della scultura che sarà fermata con una serie di stampelle per limitare al massimo il margine di movimento» racconta l'imprenditrice.Una delle fasi più delicate sarà sicuramente l'uscita del busto dagli Studi: la scultura, alta 5,60 metri sarà inclinata e trasportata con una gru, grazie a un'imbragatura acquistata proprio per l'occasione. D'altronde si tratta di un'opera di straordinario valore, non solo economico: Francesca Alix Nicoli, esperta d'arte, al gruppo di sculture di cui fa parte la “Grande Madre” ha dedicato perfino un libro, intitolato “Fausto Melotti e l'esposizione universale di Roma” (2015, Gli Ori Editori).

«A differenza della scultura dell'uomo, modificata nei decenni dall'esposizione agli agenti atmosferici, questa è ancora completamente vergine, il marmo è ancora bianco come 75 anni fa» osserva Francesca Alix Nicoli.

“La grande madre”, dunque, arriverà all'Expò di Milano, tra una settimana, in tutto il suo splendore, come se per lei, questi 75 anni non fossero mai trascorsi. Una storia davvero straordinaria, che i visitatori dell'Expò potranno conoscere e apprezzare direttamente attraverso il loro smartphone, grazie al Qrcode (il codice elettronico che trasmette informazioni direttamente al cellulare) che verrà installato alla base della scultura: «La Grande Madre di Melotti racconterà da sé la sua storia, e anche quella degli Studi Nicoli dove è venuta alla luce...chi vedrà questa statua sarà trasportato virtualmente qui da noi a Carrara» conclude, con una punta di orgoglio più che giustificata, Francesca Alix Nicoli.

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