Il dolore
Canale Lunense, un ruolo primario
SARZANA. Sul delicato tema del riordino della bonifica e irrigazione regionale, nelle ultime settimane sono intervenute importanti novità. Con la nuova legge regionale del 26 marzo scorso, in materia...
SARZANA. Sul delicato tema del riordino della bonifica e irrigazione regionale, nelle ultime settimane sono intervenute importanti novità. Con la nuova legge regionale del 26 marzo scorso, in materia di “riordino delle funzioni conferite alle Province, in attuazione della L. 56/2014, nell’art. 11, relativo alla riorganizzazione della difesa del suolo, viene infatti sottolineato come a questo compito strategico concorrano i Consorzi di Bonifica.
«E’ un buon risultato – commenta il presidente del Consorzio Canale Lunense, Massimo Morachioli – raggiunto anche grazie all’interessamento dell’assessore competente Raffaella Paita. Ora, in materia di difesa del suolo, siamo il riferimento principale della Regione Liguria. Ne consegue che, come naturale evoluzione di questa legge, il nuovo Presidente della Regione Liguria con la sua giunta e il nuovo consiglio riprendano quanto prima la legge approvata in giunta lo scorso maggio sul "riordino dei consorzi di bonifica e irrigazione. Questa legge riprende un percorso iniziato da molte regioni del centro e del nord d’Italia, ultima la Toscana che ha approvato la legge di riordino alla fine del 2012, legge che è stata presa come base, proprio perché recente ed evoluta e prevede che nella governance dei consorzi entrino finalmente a pieno titolo i sindaci. Intanto possiamo affermare che il Consorzio ha un introito di 150mila euro annui grazie alla produzione di energia idroelettrica, ma è il ruolo stesso dell’irrigazione che dovrà essere sempre più valorizzato in quanto i progetti, come quello presentato recentemente da Oscar Farinetti sull’”Orto Italia” nella tenuta di Marinella, hanno bisogno di un valido apporto dal Canale Lunense quale fornitore di acqua irrigua con la sua rete che dovrà, conseguentemente, essere potenziata per diventare sempre più capillare».
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