Attenzione
Il sindaco Zubbani: non abbiamo perso soldi dal marmo
Carrara, la polemica dopo le accuse dei revisori dei conti sul gettito mancante dal lapideo
CARRARA. “Disattenzione e superficialità nell’azione amministrativa”: così hanno scritto i revisori dei conti a proposito di come l’amministrazione comunale gestisce gli introiti del marmo. «Ma noi non abbiamo mai condonato un euro a nessuno»: così risponde il sindaco Angelo Zubbani. E’ la nuova bufera sul settore lapideo, questa volta scatenata dal collegio dei revisori dei conti che, dopo la relazione allegata al consuntivo 2014 (che andrà in consiglio comunale il 29 prossimo), hanno addirittura scritto ai consiglieri per sottolineare le loro osservazioni pesanti nei confronti dell’amministrazione la cui »disattenzione e superficialità» a loro giudizio si ripercuote «significativamente sulla funzionalità dell’Ente e sull’economicità della gestione». Nel mirino, per le morosità, decadenze di concessioni di cava non eseguite; e per i revisori il Comune non ha fatto abbastanza per riscuotere tutti i proventi del marmo.
Sindaco, ora il Movimento 5 Stelle chiede una commissione comunale d’inchiesta. Come ha agito l’mministrazione di fronte alle morosità di imprese delle cave che non hanno pagato quanto previsto dal Comune?
«In questi anni abbiamo sempre tenuto alta la vigilanza e compiuto ogni azione possibile per stabilire e far pagare i contributi sul marmo. Abbiamo ereditato mancati paganmenti.E ci sono anche i ricorsi delle aziende. Abbiamo sempre cercato di gestire tutto con un occhio di riguardo alle leggi e al regolamento comunale, ma abbiamo anche tenuto conto degli aspetti sociali, cioè delle difficoltà effettive di alcune società a pagare i canoni».
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Ma questo ha comportato che ora mancano all’appello nelle casse comunali svariati milioni di gettito del marmo. Come vi muoverete, dopo le picconate dei revisori dei conti?
«Abbiamo sempre agito per non far perdere neppure un euro alle casse comunali. Se, scaduti i termini di regolamento, non abbiamo avviato le caducazioni e sospensioni di attività di escavazione (le abbiamo attuate proprio quando non se ne poteva più fare a meno), è stato per non mettere in ginocchio imprese della nostra gente, le imprese più fragili che non sono fra quelle che estraggono i materiali più pregiati. Non abbiamo condonato un euro a nessuno. Abbiamo invece attivato le procedure per il recupero di arretrati accumulati dal passato: la messa a ruolo, le rateizzazioni. Non si è perso nulla. Certo, quello dei revisori nella lettera ai consiglieri è un forte richiamo (anche se lo hanno fatto quest’anno che non è più critico rispetto al passato), ma abbiamo ereditato una situazione difficile e cercato sempre di conciliare i due aspetti: gli introiti sul marmo per le casse del Comune e le difficoltà delle imprese. Non c’è stata un’aggressività immediata verso le imprese a disagio. L’importante è che non si siano persi soldi. Anche quando ci sono stati passaggi di proprietà alle cave, le volture le abbiamo concesse solo con la garanzia che chi subentrava pagasse quanto doveva essere pagato al Comune».
Però la lettera del collegio dei revisori, ai consiglieri, è un atto forte, che non si ricorda prima d’ora. Come mai?
«No comment».
Ma ora sul fronte politico si addensano nubi: i grillini chiedono la commissione d’inchiesta comunale. Verrà istituita?
«Sulla vicenda deciderà il consiglio comunale. L’amministrazione si confronterà in tutte le sedi e ci metterà la faccia, non diremo che siamo stati colti all’improvviso dai rilievi dei revisori, dei conti daremo chiarimenti in tutte le sedi. Personalmente non credo che ci sia bisogno di una commissione straordinaria, ci sono già gli strumenti ordinari di discussione: che sono il consiglio e le commissioni comunali».
Dove di sicuro soffierà il vento di questa bufera.
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